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Pubblicato il 14/02/2015 Da in Sociale

Premio Mario Francese – La forza della memoria

Il 9 febbraio 2015 è stata una giornata speciale.
C’è stata tanta bellezza nella cerimonia di assegnazione del premio alla memoria di Mario Francese, giornalista del Giornale di Sicilia, assassinato dalla mafia il 26 gennaio 1979.
Il premio, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, e dall’associazione Uomini del Colorado, si è svolto nella cornice stupenda del liceo Vittorio Emanuele II, liceo storico di Palermo, dove lo stesso Mario Francese frequentò.
Nel liceo, gremito di studenti, si è raccontata una storia importante, una storia di storie, di coraggio, di impegno e di spirito di servizio.
Una testimonianza che ha riconosciuto il talento dei giovani, e l’impegno dei professionisti già affermati.

Ci sono stati gli studenti, che hanno raccontato chi era Mario Francese, e nei suoi valori ci si sono riconosciuti, raccontandoli con grande consapevolezza, con parole ed immagini stupende.

C’è stata la meravigliosa trasposizione del dolore in senso di libertà con la lettura da parte di Salvo Piparo, della lettera che Francesco Foresta, direttore del giornale Live Sicilia , scomparso di recente, ha lasciato come ringraziamento a tutte le persone a lui care, una lettera che ha donato sollievo e portato grande commozione, accompagnata dal suo ricordo fatto da Giulio Francese, un ricordo intenso ed ispirato.

E poi le parole di Lello Analfino dei Tinturia, esortazione ai giovani e di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, regalandoci a cappella una canzone molto bella, dal titolo “Cocciu d’Amuri”.

C’è stata la forza delle parole di Silvia Francese, nel ricordo stupendo di suo nonno, fatto di sfumature meravigliose, di insegnamenti, e di quel viverlo quotidianamente nel suo esempio, affinchè egli, anche se mai conosciuto, possa essere sempre con lei.
Un momento molto emozionante, un regalo bellissimo che ha donato a tutti noi la sensazione di viverlo, in quel momento, con lei.

C’erano Ficarra e Picone, che hanno sdrammatizzato con quella loro grande abilità di raccontare le grandi verità del nostro tempo, con sottile ironia, tema portante del premio, che hanno ricordato Padre Puglisi, e la sua ricerca costante di affrontare le difficoltà con il sorriso.

E ciò che in tanti hanno sottolineato, è il tema della normalità, quella di Mario Francese e di tutti quelli che scelgono il percorso della ricerca della verità, per far vivere la legalità, nell’idea di non essere definiti “eroi” se si testimonia la verità, considerando che se ciò accade, voglia significare che troppi, allora, siano coloro che testimoniano il contrario.
Ed ha vinto il coraggio della verità, quello di Lirio Abbate, giornalista de L’Espresso, e Federica Angeli, giornalista di Repubblica, entrambi sotto scorta, per le loro inchieste, legate allo scandalo di “Mafia Capitale” per la loro capacità e coraggio di raccontare le verità difficili, scomode, che cambiano il corso delle cose. Una vita sacrificata per il coraggio delle parole, per quella ricerca meticolosa, minuziosa e importante, un grande esempio di giornalismo di inchiesta al servizio del Paese.

E’ stato estremamente importante e di grande valore scegliere una scuola come luogo di testimonianza, perché i giovani possano recepire quei valori universali che sono alla base di ciò che il premio vuole testimoniare, una eredità importante, che con la premiazione dei cronisti più giovani rappresenta concretamente un percorso credibile, e con quella dei professionisti più affermati, il consolidamento di quei valori, linfa vitale preziosissima nel percorso umano e didattico dei ragazzi.
E spiace che i media nazionali non dedichino degli spazi al racconto di eventi come questo, che arricchiscono la memoria e testimoniano la grandezza di uomini e donne che hanno fatto grande il patrimonio valoriale di intere generazioni, costruendo, e pagando con il sacrificio della loro vita, presupposti indelebili sui quali fondare il cammino di speranza del nostro Paese.

Questo post è stato pubblicato nel blog di Roberto Furesi

Approfondimenti:

Post “Generazione Reporter” concorso nell’ambito del premio Mario Francese”

Sito Mario e Giuseppe Francese

Video Marco Ligabue feat. Lello Analfino e Othelloman “Il silenzio è dolo”

 

Roberto Furesi

MILANO. Dirigente istituto bancario. Lavoro nel settore bancario, del quale ho approfondito moltissimi aspetti, sia di Business che di natura più organizzativa e gestionale. Mi piace far accadere le cose, e credo fortemente che la passione, unita al talento ed ad una rigorosa pianificazione, le cose possa farle accadere sul serio. Il mio motto è “bisogna sempre essere più convinti che convincenti”, nel senso che per riuscire nella vita bisogna crederci, e dare fiducia alle persone, guardando sempre oltre, pensando al dopodomani. Metto a disposizione le mie competenze per creare un futuro sostenibile, basato sulla rinascita culturale ed economica del nostro paese attraverso la solidarietà sostenibile, l’innovazione sociale e la creazione di valore nel tempo.

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