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Pubblicato il 18/12/2013 Da in Sociale

Il maltrattamento sui minori

Periodicamente i mass media ci informano di bambini abbandonati, picchiati, violentati ma quando l’interesse dell’opinione pubblica si raffredda questi temi vengono semplicemente sostituiti da altri considerati più attuali. Così del maltrattamento minorile non rimane più traccia. Ma che cos’è l’abuso sui minori?

Si parla di abuso ogni qualvolta il bambino è oggetto di violenza fisica o psichica ma il rapporto di causa-effetto non sempre risulta chiaro.

Il maltrattamento fisico, secondo il Consiglio d’Europa, si ha “quando il minore è oggetto di aggressione da parte dei familiari con conseguenze fisiche che vanno da lesioni come ecchimosi, fratture, ustioni e che nel tempo possono portare fino alla morte”. Secondo Cofano (Cofano C., Oldani M., Poli M.D., 1993. Ricerche di psicologia vol.17 n1pp 53-74) il maltrattamento fisico è ”ogni violenza o atto non accidentale che procuri dolore o determini lesioni transitorie o danni organici o funzionali permanenti o la compromissione dello sviluppo psicofisico del bambini. Rientrano in questa categoria la violenza intenzionale, l’eccessivo uso di punizioni fisiche, la segregazione e la costrizione in spazi chiusi e la negligenza dei bisogni primari”.

Vi sono quattro categorie per classificare l’abuso: maltrattamento fisico, trascuratezza fisica e affettiva, abuso psicologico, sfruttamento sessuale.

Il MALTRATTAMENTO FISICO rappresenta di una forma di violenza evidente. Produce sul corpo del bambino lesioni difficilmente riconducibili a eventi accidentali.

Può essere causato da atti violenti diretti ovvero prodotti da schiaffi, pugni, calci o mediati dall’utilizzo di oggetti come mazze, bastoni, cinture, piatti etc. Le lesioni così prodotte spesso sono multiple e costituiscono l’effetto di più episodi di violenza che in genere nel tempo aumentano di frequenza e di intensità.

L’ABUSO SESSUALE è il coinvolgimento di minori in attività sessuali che comprendono oltre alle relazioni etero e omosessuali complete, anche giochi a sfondo sessuale, pedopornografia, prostituzione, ed in genere tutti gli atti che utilizzano il bambino per procurare piacere sessuale a sé o all’eventuale partner. Spesso la vittima ha un rapporto di fiducia con l’abusante che può essere un genitore, un familiare o un amico di famiglia.

La TRASCURATEZZA-MALNUTRIZIONE rappresenta una grave carenza degli obblighi dei familiari nell’accudimento del minore, sia per quanto riguarda i bisogni fisici, che psichici e comporta una grave compromissione dello sviluppo psico-fisico e sociale del bambino. I genitori sono incapaci di cogliere i bisogni dei propri figli e trascurano di assisterli, nutrirli adeguatamente, curarli nell’igiene personale, proteggerli, stimolarli, dimostrare loro affetto e controllarli nelle situazioni di pericolo.

Il MALTRATTAMENTO PSICOLOGICO: comprende quegli atti commissivi od omissivi quali: punizioni, minacce, segregazione, intimidazione, umiliazioni, disinteresse, mancanza di affetto, richieste sproporzionate all’età e alle caratteristiche del bambino, coinvolgimento eccessivo nei problemi e nei conflitti dell’adulto. Tutti questi atti sono del tutto immotivati e vengono tuttavia percepiti dal minore come una punizione giustificata. Ovviamente tali comportamenti determinano nel minore un profondo stato di prostrazione con secondaria alterazione del suo sviluppo psico-affettivo. In questo modo il minore, a cui sono state negate alcune tappe fondamentali per la costruzione del sé, si presenta spesso fragile e immaturo sul piano emotivo.

A questa classificazione più generale può essere aggiunta, quale completamento del quadro sul maltrattamento minorile, la Sindrome di Munchausen. Si tratta di una forma di maltrattamento su minori (in genere < di 2 anni) compiuta dalla madre, che consiste nel simulare patologie attraverso lesioni prodotte sul bambino. Tali lesioni hanno per il genitore l’unico scopo di attirare su di sé l’attenzione del medico.

18 dicembre 2013
a cura di Nunzio Di Nunno
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

 

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Nunzio Di Nunno

BARI. Nunzio Di Nunno è medico e specialista in medicina legale e delle assicurazioni. È professore aggregato di Medicina Legale – Criminologia presso l’Università del Salento. Si occupa attivamente in tema di criminologia della violenza sui minori e della violenza in famiglia, crimini informatici, delle indagini di sopralluogo, di emogenetica forense e dei crimini legati alla tratta degli esseri umani. Nato a Bari nel 1970, si è laureato in Medicina e Chirurgia con lode in data 26.09.94, presso l’Università degli Studi di Bari. Ha conseguito il diploma di Specializzazione in Medicina Legale e delle Assicurazioni con lode in data 03.12.98, presso l’Università degli Studi di Trieste ed ha conseguito, in data 06.03.2004, il titolo di dottore di ricerca in “Patologia medico legale e tecniche criminalistiche” presso l’Università degli Studi di Bari. In data 01.02.2005 è risultato vincitore della valutazione comparativa per un posto di ricercatore nel settore Med43 (medicina Legale) presso l’Università degli Studi di Lecce. Dal 2007 è professore aggregato di Medicina Legale – Criminologia presso l’Università del Salento. L’attività scientifica verte su temi di criminologia, patologia medico legale, psicopatologia forense, emogenetica forense, antropologia e tecniche criminalistiche. Dal 2000 è membro della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni. Dal febbraio 2001 è membro dell’ American Academy of Forensic Sciences. Dal gennaio 2003 è membro della International Society for Forensic Genetics. Dal 2008 è membro della Nation Association of Medical Examiner.

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