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Pubblicato il 31/12/2014 Da in Sociale

“Generazione Reporter” concorso nell’ambito del premio Mario Francese

Nell’ambito del premio Mario Francese, premio giornalistico istituito nel 1993 alla memoria di Mario Francese, dedicato al cronista palermitano ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979, ed assegnato annualmente dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, nasce il concorso denominato “Generazione Reporter”.

Il concorso come riporta il bando, è dedicato ai protagonisti emergenti dell’informazione, non necessariamente giornalisti, impegnati nella promozione di denunce ed inchieste attraverso strumenti di informazione alternativi legati ai canali internet, ai blog, vlog, video e foto, che di norma passano anche attraverso i social network.

Il tema scelto per il concorso è “Il coraggio della verità, legalità ed impegno al servizio della società civile”, argomento di grande impatto valoriale, soprattutto per le nuove generazioni, e di grande attualità in questo momento storico, che vede il nostro Paese ancora fortemente impegnato nella lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso, a tutti i livelli delle organizzazioni, siano esse pubbliche o private, commerciali o istituzionali.

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È un concorso molto innovativo sotto il profilo delle scelte di ammissione che dei supporti ammessi, e per comprendere meglio le logiche e le idee che hanno mosso queste scelte, abbiamo chiesto direttamente a Giulio Francese, Giornalista professionista figlio di Mario Francese e fondatore con Silvia Francese dell’Associazione Uomini del Colorado, co-organizzatrice del premio, che ringraziamo per la disponibilità.

Perché “Generazione Reporter”? E’ uno stimolo alle nuove generazioni affinché abbiano il coraggio della verità?
L’apertura alle nuove generazioni fatta dal premio Mario Francese con “Generazione reporter” è un atto di curiosità ma anche di fiducia verso i giovani. Hanno ereditato un mondo a pezzi, con tante macerie, comprese quelle lasciate dalla violenza mafiosa, ma anche valori importanti come quelli lasciati da Mario Francese e da tanti altri uomini che non si sono piegati, pagando con la vita il proprio impegno per la verità e la giustizia. Ricordando la “lezione” di questi uomini si può cambiare, si deve cambiare. La lezione possono darcela i nostri giovani, diventando protagonisti della loro vita, non semplici spettatori. Hanno nelle mani un’arma importante, la tecnologia, che rende più facile e coraggio della verità.

Un’apertura importante anche a non giornalisti. E’ una scelta molto innovativa e lungimirante. Ci spieghi cosa rappresenta per voi organizzatori dare voce anche a non professionisti della notizia?
Il premio Mario Francese continua a guardare con attenzione al mondo dei professionisti della notizia. Il concorso ” generazione reporter” è un modo per aprire la finestra sul mondo più complesso della comunicazione: giornali, tv, radio e l’universo internet, con siti, blog, video, tv e giornali on line. Chiunque, con un telefonino, può diventare oggi un reporter. Ed è una realtà che non possiamo e non vogliamo ignorare, una realtà dalla quale possono certamente arrivare contributi importanti.

L’anno scorso al Premio Mario Francese è stato premiato PIF con il film “La Mafia uccide solo d’estate”, che si caratterizzava per uno stile di comunicazione molto diretto, molto aperto ai giovani, su temi anche molto difficili. Che relazione c’è fra lo stile di PIF ed il lancio del concorso, rispetto alla comunicazione con e dalle nuove generazioni?
L’anno scorso la scelta di premiare Pif per il suo film e quindi non un giornalista, ha fatto molto discutere. Ma mai scelta si è rivelata più azzeccata. Quello di Pif è stato un messaggio antimafia più efficace di cento articoli di giornale, è arrivato a tutti, sopratutto ai giovani, ci fa fatto capire che parlando di mafia forse è il caso di uscire dagli stereotipi, cercando linguaggi e formule nuove.

Per chiudere, che cosa è per Giulio Francese il coraggio della verità?
Testimonianza, memoria, impegno a non dimenticare il coraggio di quegli uomini che si sono sacrificati per non cedere alla mafia, alla sua violenza e al suo ricatto, ma anche passione per questo mestiere, la voglia di raccontare sempre meglio e più in profondità la realtà che ci circonda. Il premio Mario Francese vuole stimolare tutto questo e con il concorso “generazione reporter” si spinge oltre, abbraccia la nuova generazione che vuole farsi sentire, la ascolta. Perché i giovani hanno coraggio e sanno osare e noi siamo sicuri che sapranno scrivere una nuova pagina.

Segnaliamo che le domande di partecipazione al concorso devono pervenire entro il 26 gennaio 2015, e che al link del sito www.marioegiuseppefrancese.it e www.odgsicilia.it sono reperibili tutte le informazioni ed i moduli per candidare le proprie opere al concorso.

a cura di Roberto Furesi
31 dicembre 2014

Roberto Furesi

MILANO. Dirigente istituto bancario. Lavoro nel settore bancario, del quale ho approfondito moltissimi aspetti, sia di Business che di natura più organizzativa e gestionale. Mi piace far accadere le cose, e credo fortemente che la passione, unita al talento ed ad una rigorosa pianificazione, le cose possa farle accadere sul serio. Il mio motto è “bisogna sempre essere più convinti che convincenti”, nel senso che per riuscire nella vita bisogna crederci, e dare fiducia alle persone, guardando sempre oltre, pensando al dopodomani. Metto a disposizione le mie competenze per creare un futuro sostenibile, basato sulla rinascita culturale ed economica del nostro paese attraverso la solidarietà sostenibile, l’innovazione sociale e la creazione di valore nel tempo.

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