eu-kids-online-680

Pubblicato il 12/12/2013 Da in Sociale

Eu Kids Online: il rapporto tra Internet e i minori

Pochi giorni fa ho avuto la fortuna e il piacere di imbattermi in una ricerca innovativa e unica nel suo genere, condotta dalla rete EU Kids Online. Si tratta di un progetto finanziato dal Safer Internet Programme della Commissione Europea con l’obiettivo di fornire una solida base di dati empirici alle istituzioni che promuovono la sicurezza online.
L’indagine ha esplorato i principali rischi di internet: pornografia, bullismo, ricezione di messaggi sessuali (sexting), incontri sia virtuali che faccia a faccia con persone conosciute online, diffusione e fruizione di UGC (User Generated Content) potenzialmente dannosi, uso improprio di dati personali.

Internet è entrato, ormai da tempo, nella vita quotidiana dei ragazzi, dei loro genitori e dei loro insegnanti, creando differenti esperienze online in base a diverse caratteristiche psicologiche e sociodemografiche del ragazzo. Tali esperienze, inoltre, sono legate alle forme e alle modalità di accesso alla rete, alle abitudini d’uso e alle relative abilità e competenze di utilizzo. Ma c’è un altro aspetto fondamentale che va considerato: accesso e usi sono legati alla mediazione sociale del mondo degli adulti (genitori e insegnanti) e del gruppo dei pari.

La responsabile del progetto per l’Italia è Giovanna Mascheroni, ricercatrice in sociologia dei processi culturali e comunicativi presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica di Milano.
Proprio Giovanna mi ha aiutato a chiarirmi le idee su quali possono essere i rischi e i danni della Rete per i minori. E mi ha gentilmente concesso di accedere ad alcuni dati molto interessanti, che sicuramente aprono numerose riflessioni sia da parte dei genitori sia degli insegnanti.

Per esempio, ai ragazzi che usano Internet è stato chiesto se e quali rischi abbiano incontrato online e in che misura siano stati infastiditi da questi, dove l’essere infastiditi è stato definito come qualcosa che “ti ha fatto sentire a disagio, turbato, o qualcosa che pensi che non avresti dovuto vedere”. I risultati variano in base all’età e al sesso dei ragazzi, alla tipologia di rischio e da un paese all’altro, ma sono comunque molto significativi.

Ecco alcuni dati di EU Kids Online:

  • Il 41% dei ragazzi europei (e il 34% dei coetanei italiani) è entrato in contatto con almeno una delle esperienze rischiose indagate pornografia, sexting, bullismo, UGC dannosi, incontri offline con persone conosciute online, uso improprio di dati personali, internet addiction). Ma solo il 12% dei ragazzi europei (e il 6% in Italia) dichiara di essere stato infastido o turbato da qualcosa visto su internet.
  • Il 30% dei ragazzi fra gli 11 e i 16 anni (il 17% dei coetanei italiani) dichiara di aver sperimentato ‘spesso’ o ‘molto spesso’ una o più esperienze connesse a usi eccessivi della rete (ad esempio trascurare gli amici, la scuola o perdere ore di sonno).
  • il secondo rischio più diffuso è l’esposizione a contenuti generati dagli utenti potenzialmente dannosi (siti che incitano all’odio e al razzismo, all’anoressia, all’utolesionismo e al consumo di sostanze stupefacenti), esperienza che coinvolge il 21% dei ragazzi europei di età compresa fra gli 11 e i 16 anni (il 18% dei coetanei italiani).
  • Seguono i rischi di carattere sessuale, come l’esposizione a materiale pornografico, dichiarata dal 14% dei ragazzi europei e dal 7% del campione italiano; e il sexting, diffuso fra il 15% degli intervistati e il 4% dei ragazzi italiani.
  • Il 9% dei ragazzi fra gli 11 e i 16 anni (il 6% in Italia) è stato vittima di un uso improprio dei propri dati personali online – come l’uso non autorizzato della propria password (7%) o delle proprie informazioni personali (4%).
  • Il 9% dei ragazzi europei (il 4% dei ragazzi italiani) ha incontrato offline qualcuno conosciuto online.
  • Il 6% dei ragazzi europei fra i 9 e i 16 anni (e il 2% dei coetanei italiani) è stato vittima di bullismo online, e il 3% (l’1% in Italia) ha inviato ad altri messaggi sgradevoli e offensivi.
  • L’esposizione ai rischi cresce con il crescere dell’età: il 14% dei bambini di 9 e 10 anni hanno incontrato uno o più rischi online, contro il 33% dei ragazzi di 11 e 12, il 49% dei 13-14enni e il 63% dei 15-16enni.
  • I maschi, e in particolare gli adolescenti, sono più esposti a immagini a sfondo sessuale, mentre le ragazze hanno una maggiore probabilità di ricevere messaggi sgradevoli e offensivi. Le ragazze tendono a essere generalmente più turbate dai rischi incontrati online.
  • I rischi più diffusi non sono i più dannosi. Ad esempio, l’esposizione a contenuti sessuali o la ricezione di messaggi sessuali è diffusa rispettivamente fra il 14 e il 15% del campione, ma tali esperienze non sono considerate dannose se non da una minima parte dei ragazzi che le hanno sperimentate.
  • Al contrario, oltre la metà di coloro che hanno ricevuto messaggi sgradevoli e offensivi hanno dichiarato di essere stati abbastanza o molto turbati da quest’esperienza.
  • Gli incontri faccia a faccia con persone conosciute online avvengo per la maggior parte dei casi con coetanei, e solo sporadicamente simili episodi generano conseguenze negative sui soggetti protagonisti.

In tutto questo, ha naturalmente un ruolo primario la mediazione, e a volte persino la presenza, dei genitori e degli insegnanti, di cui avremo modo di parlare.

12 dicembre 2013
a cura di Daniele Tarenzi

Tags : ,

Daniele Tarenzi

MILANO. Marketing e Communication Manager. Responsabile della comunicazione di Federchimica Assocasa. Communication manager with a passion for media and original ideas! In love with my princesses.

Comments are closed.