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Pubblicato il 19/11/2014 Da in Sociale

20 NOVEMBRE 1989

C’era una volta la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia …

Potrebbe iniziare così questo 20 novembre 2014, come una di quelle favole che ogni tanto si raccontano ancora ai nostri bambini.
Un inizio che non avrebbe nulla delle formalità di un atto normativo ufficiale, formalità che tanto ci intimoriscono, ma che ci avvicinerebbe di più ai quei 54 articoli scritti per i bambini e che, forse, non  ricordiamo neanche più.
Una Convenzione pensata per tutti i bambini senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione o opinione, parole che oggi hanno un significato ancora più importante, nella nostra società che parla multietnico, ma che non riesce ancora a liberarsi dalle paure e dai luoghi comuni.
Una carta dei diritti dove la vita ed il sano sviluppo dei bambini sono messi al centro.
Ascolto, gioco, studio sono riconosciuti come diritti e come tali degni di tutela.
I bambini per la prima volta vengono riconosciuti come portatori di opinioni alle quali dare voce.
Ed allora è impossibile non aprire la scatola dei pastelli ed iniziare a far scorrere sulla carta gli scarabocchi, le macchie di colore, così senza tante parole, lasciando semplicemente spazio a bambini e bambine.

C’erano una volta 194 Stati uniti insieme da una Convenzione…
194 Stati, tra le più grandi potenze a livello mondiale. In quel 20 novembre 1989 il mondo degli adulti sempre impegnati nei propri affari si è fermato e, per una volta, quegli stessi adulti sono riusciti a mettersi d’accordo, ad assumemere un impegno serio a tutela dei più piccoli, adottando meccanismi di confronto e controlli periodici e capillari per il rispetto della Convenzione.
194 è stato il maggior numero di ratifiche in assoluto, per un trattato in materia di diritti umani.

C’erano una volta tre protocolli opzionali di cui nessuno parlava…
Approvati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2000 e 2011, affiancano e danno solidità alla Convenzione.
Si tratta dei protocolli contro il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati e contro la vendita, la prostituzione e la pornografia minorile, ai quali  nel 2011 si è aggiunto il protocollo per definire la procedura dei reclami individuali o di gruppo, da parte di bambini ed adolescenti vittime di violazioni dei propri diritti, entrato in vigore nell’aprile 2014.
I bambini non devono essere arruolati sui campi di guerra, non devono cadere nella rete di sfruttatori senza scrupoli, devono vivere e giocare in un mondo colorato e senza preoccupazioni.

A questo punto i bambini non potrebbero far altro che spalancare occhi e bocca di fronte ad un dispiegamento simile di forze e strumenti a loro tutela, a dimostrazione di quanto gli adulti tengano a loro.

C’erano una volta i bambini ed i loro diritti reali….
Scusate, ma questa è la favola che dobbiamo ancora scrivere e disegnare insieme, partendo da qui…

I diritti dei bambini in parole semplici (versione sfogliabile)

I diritti dei bambini in parole semplici (formato pdf)

a cura di Antonella Cataldo
19 novembre 2014

Antonella Cataldo

TORINO. Nata a Torino nel 1974, dopo aver conseguito la maturità scientifica, si è laureata in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Torino nel luglio 2000. Avvocato civilista, iscritta all'Albo degli Avvocati di Torino dal 2005, si occupa in particolare di tematiche legate alla famiglia ed alle dinamiche familiari nei procedimenti di separazione e divorzio. Impegnata nel volontariato, grazie all'attività decennale svolta nell'ambito di associazioni a sostegno della famiglia ha potuto maturare e sperimentare l'importanza del lavoro di équipe e dell'approccio ai problemi improntato alla multidisciplinarietà. Da sempre innamorata delle parole e del teatro.

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