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Pubblicato il 13/11/2013 Da in Salute

Breast Unit e tumore al seno

In Italia nel 2012 sono stati diagnosticati 46.600 nuovi casi di tumore maligno della mammella. E’ il tumore maligno più frequente nella popolazione femminile (circa il 30% di tutti i tumori).

Si registra un aumento preoccupante dell’incidenza del tumore al seno del 13,8% negli ultimi sei anni; particolarmente allarmanti i dati relativi alle donne tra i 25 e i 44 anni per le quali si calcola un incremento del 28,6%: tali dati per la difficoltà di raccolta non sono da tutti accettati, ma rimane preoccupante il trend anche perché in tale fascia di età non esiste uno screening organizzato (vedi il Documento conclusivo approvato dalla Commissione sull’indagine conoscitiva sulle malattie ad andamento degenerativo di particolare rilevanza sociale, con specifico riguardo al tumore della mammella – fonte www.senato.it) .

mammografia-1È stato dimostrato con certezza che la diagnosi precoce rappresenta un’arma fondamentale nella lotta contro il tumore al seno: permette infatti di aumentare notevolmente le probabilità di guarigione delle pazienti.

Purtroppo i programmi di screening mammografico, che costituiscono il maggiore strumento di prevenzione, non sono distribuiti uniformemente sul territorio nazionale, con differenze sostanziali tra regione e regione e in particolare tra nord e sud

È stato inoltre dimostrato che la cura del tumore al seno in centri di senologia multidisciplinari (breast unit) aumenta la percentuale di sopravvivenza delle pazienti (18%), senza peraltro considerare i benefici psicologici derivati da una migliore qualità di vita delle pazienti stesse e garantisce un utilizzo più razionale ed efficace delle risorse.

Quadro normativo
Nel marzo 1998 durante la prima European Breast Cancer Conference (Dichiarazione di Firenze) è stato stabilito che le donne portatrici di un tumore al seno devono essere curate da team multidisciplinari.

Nel 2002 il Parlamento Europeo (scarica qui  il documento European Parlamient resolution 2002/2279 INI) ed il consiglio europeo (raccomandazione 2.12.2003 on cancer screening: 2003/878/EC) hanno raccomandato che tutte le donne europee fossero curate in una rete di centri multidisciplinari certificati secondo i requisiti dell’European Society of Breast Cancer Specialists (Eusoma)

Nel 2006 un’altra risoluzione del Parlamento Europeo (18.10.2006) ed il manifesto di Nizza dello stesso anno invita gli stati membri a costituire entro il 2016 centri multisciplinari per la cura del tumore della mammella.

Il 5 maggio 2010, è stata approvata dal Parlamento europeo la Dichiarazione scritta sulla lotta contro il cancro al seno dell’Unione europea, di cui si riporta integralmente il testo.
“Il Parlamento europeo, visto l’articolo 123 del suo regolamento,
A. considerando che ogni anno a 331.392 donne nell’Unione europea viene diagnosticato un tumore al seno,
B. considerando che il cancro al seno è la principale causa di morte nelle donne in età compresa tra i 35 ai 59 anni, e che ogni anno 89.674 donne muoiono di cancro al seno nell’Unione europea,
C. considerando che lo screening mammografico può ridurre anche del 35 per cento la mortalità per cancro al seno nelle donne tra i 50 e i 69 anni,
1. invita gli Stati membri ad introdurre lo screening mammografico nazionale, in conformità degli orientamenti dell’Unione europea;
2. chiede alla Commissione una relazione biennale sullo stato di attuazione dello screening mammografico in tutti i paesi dell’UE;
3. invita la Commissione a sostenere gli studi che verificano se lo screening è utile per le donne oltre i 69 anni e di meno di 50;
4. invita gli Stati membri a dotarsi di unità mammarie multidisciplinari specializzate in conformità degli orientamenti dell’Unione europea entro il 2016, e la Commissione a fornire una relazione periodica sui progressi compiuti;
5. invita la Commissione a presentare statistiche aggiornate e affidabili sul cancro al seno e a sostenere la creazione di registri nazionali del cancro;
6. invita la Commissione ad elaborare un protocollo di certificazione delle unità mammarie specializzate in conformità degli orientamenti dell’UE entro il 2011 e a fornire il relativo finanziamento adeguato;
7. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente dichiarazione, con l’indicazione dei nomi dei firmatari, ai parlamenti degli Stati membri.”

mammografia-2La commissione sanità del Senato italiano ha approvato il 6 Aprile 2011 all’Unanimità in senato la proposta di istituzione della breast unit come percorso assistenziale e relativo DRG

In data 4 settembre 2012 il Dipartimento della Programmazione e dell’Ordinamento e del Servizio Sanitario Nazionale – Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute ha istituito un Gruppo di lavoro per la definizione di specifiche modalità organizzative ed assistenziali della Rete delle Strutture di Senologia. Tale gruppo sta lavorando alla predisposizione di un documento che definisca le caratteristiche organizzative, i requisiti qualitativi e quantitativi della rete delle strutture di senologia e dovrà elaborarare una proposta per l’implementazione di tali strutture nel nostro paese.

Alcune regioni hanno già deliberato l’istituzione delle breast unit: la regione Lombardia recentemente e la regione Toscana nel 2007 rispettando in pieno le raccomandazioni europee, ed in linea con quelle internazionali.

 

Breast unit
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Che cosa è una breast unit? E’ una unità multidisciplinare costituita dall’aggregazione funzionale o strutturale di varie Unità operative che, tramite l’identificazione di una politica diagnostica ed assistenziale comune, persegue l’efficacia clinica, l’appropriatezza e la qualità dell’assistenza. Ha l’obiettivo di sviluppare e mantenere un sistema interdipartimentale, finalizzato principalmente all’ottimizzazione dell’assistenza sanitaria, alla coerenza del percorso di diagnosi e cura ed alla continuità assistenziale. Vi afferiscono funzionalmente ed in modo integrato e coordinato i responsabili delle U.O. di Chirurgia, Radiologia, Oncologia, Medicina nucleare, Anatomia Patologica , Radioterapia, Psicologia, Genetica, Cure palliative, una infermiera “case manager” e un data manager

Tra i componenti del core team viene identificato un Coordinatore/Direttore clinico che adotta provvedimenti operativi sulle questioni di competenza dell’unità funzionale, promuove le verifiche periodiche sulla qualità e corretta gestione delle risorse, dei piani di ricerca finalizzata e dell’aggiornamento e della comunicazione.

Periodicamente, le figure professionali sopracitate si riuniscono per la discussione dei casi clinici e viene concordato in maniera multidisciplinare l’iter diagnostico-terapeutico del paziente. Questo permette di concordare percorsi interni che ottimizzano risorse e tempi di attesa cercando di ottenere, come si evince dalla letteratura, un vantaggio sulla sopravvivenza dei pazienti con carcinoma della mammella.

Le breast units dovranno essere certificate ed accreditate, rispondere agli standard ed indicatori di qualità e partecipare a programmi di formazione e di qualità esterni (a titolo di esempio vedi www.registrotumoriveneto.it).

mammografia-3In Italia è nata l’Associazione SENONETWORK ITALIA onlus (network dei centri italiani di senologia). Senonetwork è finalizzato a far sì che la patologia della mammella venga trattata nelle unità di senologia che rispettano i requisiti europei per garantire a tutte le donne italiane pari opportunità di cura e di esso fanno parte Società Italiana di Anatomia Patologica SIAPEC-IAP (http://www.siapec.it/) – GIPaM Gruppo Italiano di Patologia Mammaria, Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi A.N.I.S.C., Associazione Italiana Radioterapia Oncologica AIRO – Gruppo Mammella, Società Italiana di Radiologia Medica SIRM – Sezione di Senologia , Associazione Italiana di Oncologia Medica AIOM , Gruppo Italiano Screening Mammografico GISMa ; da un rappresentante di Europa Donna Italia; da un rappresentante dell’EUSOMA; e da un rappresentante di Breast Centres Network.

In Italia, solo il 12 % dei ricoveri ospedalieri effettuati nel 2010 per ca mammario ha coinvolto strutture sanitarie che raggiungono i parametri quantitativi raccomandati da EUSOMA.

Con la nuova organizzazione , vi sarà una riduzione degli ospedali ove si opereranno i tumori della mammella, a vantaggio della qualità delle prestazioni: è sicuramente più affidabile percorrere qualche km in più ma essere seguiti nel rispetto di standard ed indicatori di qualità internazionali. Ogni breast unit dovrà trattare non meno di 150 nuovi casi annui: quindi grosso modo si può pensare che sia necessaria una breast unit ogni 250-300mila abitanti.

Vigileremo affinché le leggi regionali già emanate non rimangano inattuate. Auspichiamo che le altre regioni affrettino il proprio percorso di istituzione delle breast units, inserendo nell’iter quei parametri necessari per la tutela della salute delle donne , al pari degli esempi virtuosi precedentemente segnalati.

 

13 novembre 2013
a cura di Antonio Rizzo
Medico patologo e coordinatore breast unit ULSS 8
REGIONE VENETO

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Antonio Rizzo

VENETO. Medico, patologo e coordinatore breast unit dell’ULSS 8 regione Veneto, coordinatore gruppo patologi screening mammografico. Quality assurance in sanità, miglioramento continuo della qualità e formazione permanente i cardini dei progetti che porto avanti da alcuni anni. Una passione per la Politica (con la P rigorosamente maiuscola). La Politica come luogo, momento di sintesi e proposta: al servizio dell’Uomo e espressione alta dell’essere umano. Amo il mare e ne sono fortemente dipendente: tale dipendenza affligge anche le mie due figlie e mia moglie. Il tempo è drammaticamente tiranno. Il contributo che cercherò di portare è sui temi di mio interesse e competenza: la sanità, politica sanitaria e sulla mia passione Politica. Infine, non ultimo, riflessioni sulla Mafia.