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Pubblicato il 15/12/2013 Da in Cultura

TED conference

Ho conosciuto le TED Conference (Technology Entertainment Design) ad un incontro sulla formazione: due artiste motivazionali avevano invitato un formatore all’università a spiegare che la laurea oggi come oggi non serve, o quanto meno non è più utile come lo era una volta – oggi si può imparare grazie ad Internet o alle tante risorse che è possibile trovare da qualunque parte.

Per rafforzare questo concetto, il conferenziere mostrò una TED conference di Ken Robinson.

Una lezione da ascoltare, e che ho in effetti riascoltato tantissime volte, dal titolo “Come la scuola uccide la creatività”

In realtà, Robinson non dice affatto che l’Università e la laurea non servono: servono eccome, piuttosto afferma che bisognerebbe modificare il sistema scolastico mondiale, imparare in modo diverso, dare spazio a nuove forme di sapere, soprattutto cambiare le priorità della formazione.

Da allora, seguo con piacere le TED conference – che possono essere considerate un mezzo di condivisione di idee e in effetti la sua missione è sintetizzata nello slogan “ideas worth spreading” (idee degne di essere diffuse).

Il principio è semplice: vengono invitate a parlare le più grandi menti o i migliori conferenzieri in un determinato campo del sapere, chiedendo loro di parlare per un massimo di 30 minuti, 20 o 15 minuti (a seconda dell’argomento e del conferenziere). Non si può sforare.

Queste persone condividono le loro idee, i loro progetti, raccontano come sono giunti a creare un’impresa, qual è la strada del loro successo, i loro sogni da realizzare, come hanno raggiunto un obiettivo o perché pensano che si debba usare un nuovo modo di ragionare.

Una volta che ne scoprirete l’esistenza non potrete farne a meno: iniziare a seguire le TED non solo vi permetterà di ispirarvi a qualcosa o a qualcuno, sono anche certo che vi avvicinerete a un nuovo modo di concepire la formazione – che è sempre stata e che sarà sempre di più un momento di condivisione. E per condivisione non si intende solo lo sharing di video e parole attraverso i social network, che sono già un buon esercizio. È molto di più: la condivisione dei propri talenti, delle proprie idee e dei propri progetti.

Oggi essere un genio non basta. I giovani si sentono dire spesso che devono essere migliori degli altri, “i” migliori, non solo di oggi ma anche di ieri.

Certo, sarà anche vero, ma oggi si deve essere il migliore a saper condividere, a saper cogliere i segnali dagli altri, a saper dare e a saper offrire quello che si è.

Strumenti come twitter o facebook, considerati da molti solo una perdita di tempo, nelle aree del Nord Africa qualche anno fa sono stati anche strumenti di Libertà – come nella Primavera Araba: in quelle condizioni non sarebbe bastato un rivoluzionario, un leader o un solo uomo a capo di altri. Per creare consapevolezza c’è voluta una mente condivisa. E così sta accadendo in Cina e in Russia dove i blog sono spazi di Libertà che altrimenti non esisterebbero. Come il blog di Alexei Navalny, per esempio.

Iniziare ad abituarsi alla condivisione del pensiero e alla sua crescita collettiva è un primo passo per guardare con fiducia al futuro.

Teamforitaly nasce da questo e forse, appunto, è solo l’inizio.

 

16 dicembre 2013
a cura di Antonino Fontana

 

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Antonino Fontana

VENEZIA. comunicazione radio / web / video. Station manager @radiocafoscari. Siciliano per nascita, cittadino del mondo per vocazione, ho imparato da mio padre l’arte del macellaio durante i miei anni universitari e mi sono laureato a Palermo in Lettere moderne con una tesi sui “Nomi della carne”.I miei clienti volevano che facessi l’insegnante ma ho preferito fare le valigie e viaggiare, vedere l’Italia, vivere un po’ in Irlanda e un po’ in Romania dove ho trovato il mio primo lavoro nella comunicazione. Sono tornato in Italia dove ho lavorato a Milano per un paio di uffici stampa e per campagne a livello nazionale e poi mi sono trasferito a Venezia per un progetto sperimentale: Radio Ca’ Foscari, la web radio di Ateneo. Un anno in laguna nella vita la si deve fare! L’anno, prima, si è prolungato a due, poi, il progetto da sperimentale è diventato parte integrante dell’Ateneo e dell’Ufficio comunicazione. Oggi l’Università, Ca’ Foscari e la comunicazione sono profondamente cambiati, così, insieme ad un gruppo di 50 studenti/annui appassionati di radio, mi sono dedicato al web dove la Radio vive giornalmente. Nell’ultimo anno il Rettore mi ha affidato il compito della produzione video di Ateneo intervistando gli ospiti di rilievo di Ca’ Foscari e riprendendo i momenti più importanti accademici. Ottimista per scelta, entusiasta per natura, mi piace sognare altri mondi possibili e pensare al futuro come ad un infinito spazio di opportunità!

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