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Pubblicato il 19/05/2015 Da in Cultura

Steve McCurry un testimone stupendo del nostro tempo

Sono stato alla mostra “Oltre lo sguardo” di Steve McCurry, fotografo noto per aver fotografato la ragazza Afghana nel campo profughi di Peshawar in Pakistan, ma non so quanto altrettanto noto per le sue meravigliose fotografie.
E’ un testimone del nostro tempo, si, proprio così.
Una mostra allestita in modo stupendo all’interno della Reggia di Monza, recentemente restaurata, un luogo intriso di significato del nostro tempo, dove la mostra ha potuto sicuramente esprimersi al meglio, regalando davvero un momento di grandissima bellezza complessiva, per coreografia e per capacità di comunicazione.
Giochi di luci, di specchi, infrastrutture studiate alla perfezione, hanno realizzato un percorso conoscitivo meraviglioso, dove l’artista mette in evidenza le sue capacità sensazionali di rappresentare le cose del mondo.
Fotografie che riportano immagini suggestive, curate nei particolari, giochi di luci e definizioni che non lasciano scampo a pensieri di ritocchi, ma che evidenziano una bravura nel particolare, di rara risma.
Partendo dal ritratto, nel quale l’artista si esprime a mio modo di vedere al meglio, dove riesce a trasmettere l’anima di chi fotografa, cogliendone sempre le essenze profonde.
Volti di uomini, donne scavati dal tempo, vite piene di vita, sofferta, profonda, che ci raccontano angoli e prospettive del mondo vissuto, intensamente.
Sguardi che ci trasportano immediatamente in realtà che non ci immaginiamo, fatte di cose semplici, di povertà, nelle periferie del mondo, dove la vita si conquista minuto per minuto, e non vi è garanzia della sopravvivenza in quella vita stessa.
Allo stesso tempo, colori che riempiono gli occhi, e lasciano trasparire segnali positivi, a testimonianza che la felicità non passa sempre attraverso i rivoli della condizione umana, ma dalla spiritualità ricca di profondità, che la alimenta sempre e comunque.
Reportages di mondi lontani, che immediatamente ci appaiono vicini, a portata di mano, nella loro suggestiva prospettiva, nelle ombre di scorci inimmagginabili, irraggiungibili, ma immediatamente percettibili, nei racconti di quello scorrere di fiumi, di mestieri,  luoghi che si presentano così come sono, colorati  e fulgidi, o tristi e pensierosi.
Maestro delle tecniche, che usa in modo magistrale, con una incredibile capacità di saper usare il controluce mantenendo intatte le profondità, rendendo l’immagine presente, quasi vivibile, quasi avvolgente.
Ma anche capace di cogliere gli attimi, i momenti che contano, i dettagli che altrimenti sfuggirebbero, con un colpo d’occhio impressionante, che rende alcune fotografie degli istanti eterni del nostro tempo.
Sono le cromature il punto forte dell’impronta di McCurry, colori intensi che riempiono gli occhi, sempre. Tinte forti contrastate sempre da ombre e luci che si fondono nelle prospettive stupende che realizza.
Sono rimasto davvero impressionato dalla grandissima capacità che questo fotografo ha di trasmettere la sua empatia nel realizzare gli scatti, che la incorporano tutta.
Percorrere le fotografie è come percorrere la linea del tempo ma senza un tempo preciso, perché ciò che è rappresentato in ogni scatto, è un tempo a se stante.
A parte le foto dell’11 settembre, che ho volutamente evitato di rappresentare, e che segnano un passo in quella linea del tempo, uno stop durissimo, che segna una nuova era del nostro vivere.
E’ arte pura, unica, una testimonianza incredibile vista dagli occhi di un uomo che ha una sensibilità ed una capacità di rappresentare le emozioni uniche. Fotografie che a tratti diventano dipinti di olio su tela, a tratti acquerelli, ed in alcune occasioni astrazioni pure naif.
Ovunque vi troviate, se sapete che nelle vicinanze è allestita una mostra di questo narratore meraviglioso, non esitate ad andare ad incontrarlo, resterete estasiati, e la fotografia assumerà un’altra dimensione.
19 maggio 2015
a cura di Roberto Furesi
Roberto Furesi

MILANO. Dirigente istituto bancario. Lavoro nel settore bancario, del quale ho approfondito moltissimi aspetti, sia di Business che di natura più organizzativa e gestionale. Mi piace far accadere le cose, e credo fortemente che la passione, unita al talento ed ad una rigorosa pianificazione, le cose possa farle accadere sul serio. Il mio motto è “bisogna sempre essere più convinti che convincenti”, nel senso che per riuscire nella vita bisogna crederci, e dare fiducia alle persone, guardando sempre oltre, pensando al dopodomani. Metto a disposizione le mie competenze per creare un futuro sostenibile, basato sulla rinascita culturale ed economica del nostro paese attraverso la solidarietà sostenibile, l’innovazione sociale e la creazione di valore nel tempo.

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