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Pubblicato il 15/06/2014 Da in Cultura

Stare in strada, una serata indimenticabile

Il 9 di maggio sono stato ad un evento davvero speciale, quello organizzato da Francesca Barra e dalla Bar Boon Band al centro di accoglienza SOS Fondazione Exodus Stazione Centrale a Milano, nel sottopasso fra Via Tonale e Via Pergolesi.
L’evento, una serata di musica e parole, era inserito nel percorso di solidarietà e sensibilizzazione che Francesca Barra sta portando avanti dopo la sua esperienza vissuta in mezzo ai senzatetto della stazione centrale, esperienza che ha dato origine al libro edito da Rizzoli “Tutta la vita in un giorno”.
Il Centro di accoglienza, è un luogo dove i senzatetto possono trovare riparo, nelle giornate più fredde, ed avere conforto.
Ciò che subito mi ha colpito all’arrivo, è stata la scritta posta all’ingresso, una scritta positiva e di speranza: “Ultras for Homeless”. Ecco, questo è uno striscione che vorrei sempre vedere in tutti gli stadi, al posto di altri striscioni di cui, recentemente, ci siamo dovuti vergognare.

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All’evento ha partecipato anche l’assessore alle politiche sociali del comune di Milano Pierfrancesco Majorino, una presenza importante in un contesto dove le Istituzioni sono fondamentali.
E’ stato, il suo, un intervento concreto, che ha confermato la forte presenza del Comune a sostegno delle iniziative per i senzatetto, ed il costante stimolo, verso il Governo centrale verso la presa di consapevolezza che le politiche sociali devono partire prima di tutto dal Governo, e non possono essere delegate esclusivamente alle amministrazioni locali.
E’ stato un momento di emozione totale, di coinvolgimento che ha fatto sentire tutti davvero parte di qualcosa di importante, parte di quel percorso dell’esserci che si divide sempre fra etica ed opportunità, che si nutre di sensibilità e trova la sua direzione nella ricerca della verità, e noi c’eravamo.
C’è stata empatia, solidarietà, comunione di intenti, ma anche dolore, sofferenza, graffi al cuore, e nel contempo speranza, tanta. Tanta speranza per i senzatetto, per gli “invisibili” , che con la partecipazione e la solidarietà possano diventare visibili.
E visibili per me lo sono diventati  dopo aver letto il libro di Francesca, un solco profondo nell’anima, di cui ho raccontato sempre in questo mio pseudo Blog con la mia recensione del libro.
Chiunque fosse ieri allo spettacolo, è uscito arricchito, profondamente, più consapevole di dover affrontare un nuovo cammino di condivisione prima di tutto, e poi di presenza, per rendere visibili e vivibili coloro che, anche per me fino a ieri, erano invisibili. Coloro ai quali, per lavarmi la coscienza, mi prodigavo nel fare elemosine, spesso – e lo dico sinceramente – rivolgendo a quel gesto un ruolo  puramente liberatorio.
Coloro i quali non ho mai visto nella condizione di possibilità, quella strana e impalpabile ma concreta opportunità che potesse prevedere un destino simile anche per me.

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Chiunque fosse ieri allo spettacolo, ha potuto vivere una Francesca Barra senza filtri, emozionata e vera nel rivivere il contesto che l’ha vista soffrire, ed arricchirsi allo stesso tempo.
E la grande bellezza di ieri è stata proprio l’empatia con la quale Francesca di quella sofferenza, e di quell’arricchimento,  ci ha restituito tanto, leggendo parti del libro che, con la sua emozione, ci hanno trasportato direttamente a quei momenti personali di vissuto, facendoli rivivere anche a tutti i presenti.
Sono stati momenti profondi, che tutti conserveranno nel cuore, uno fra i tanti è stata la presenza sul palco di Yna Yelleca, la senzatetto madre e nonna che oggi, con la sua tenacia e determinazione, ha fondato la Onlus Linea Gialla, un momento di grande felicità, che ricordo anche nelle parole fra le tante di Francesca di  ieri “tutti hanno diritto alla loro felicità, anche i senzatetto”, dette nel ricordo della storia dei ragazzi che ha intervistato nel centro di accoglienza San Francesco d’Assisi di via Saponaro a Milano, intervista alla quale anche io ho avuto la fortuna di partecipare e di vivere intensamente, esperienza la mia indimenticabile della quale ringrazio profondamente Francesca per avermene dato importante opportunità.
Ed un contributo fondamentale lo ha portato la Bar Boon Band, coordinata da Maurizio Rotaris, iniziativa nata per intrattenere i senzatetto della stazione centrale di Milano,  integrando perfettamente tutte le emozioni delle parole con le emozioni della musica, in un connubio artistico di grande empatia.
Ciò che resta è la consapevolezza che siamo di fronte ad un percorso importante, ad un nuovo inizio che ci segna profondamente, che ha la missione di sconfiggere l’indifferenza che esiste fra noi nei confronti di persone che hanno perso tutto, come ha detto a Lampedusa Papa Francesco nella sua omelia “l’indifferenza è il vero nemico da sconfiggere”.
Insieme, noi, in questo percorso che è iniziato, questa indifferenza, la sconfiggeremo.

15 giugno 2014
a cura di Roberto Furesi

questo post è stato pubblicato nel blog di Roberto Furesi “

Roberto Furesi

MILANO. Dirigente istituto bancario. Lavoro nel settore bancario, del quale ho approfondito moltissimi aspetti, sia di Business che di natura più organizzativa e gestionale. Mi piace far accadere le cose, e credo fortemente che la passione, unita al talento ed ad una rigorosa pianificazione, le cose possa farle accadere sul serio. Il mio motto è “bisogna sempre essere più convinti che convincenti”, nel senso che per riuscire nella vita bisogna crederci, e dare fiducia alle persone, guardando sempre oltre, pensando al dopodomani. Metto a disposizione le mie competenze per creare un futuro sostenibile, basato sulla rinascita culturale ed economica del nostro paese attraverso la solidarietà sostenibile, l’innovazione sociale e la creazione di valore nel tempo.

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