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Pubblicato il 09/11/2013 Da in Arte, Cultura

POLLOCK E GLI IRASCIBILI – La scuola di New York

Per gli amici di Milano, e non solo, è sicuramente interessante sapere che la grande metropoli, oltre ad essere riconosciuta come capitale della moda, della vita mondana e dei locali notturni, è anche in grado di offrire, durante tutto l’anno, numerosi appuntamenti di cultura e arte internazionale. Mostre di grande caratura prendono atto nei più svariati luoghi della città. Dalla periferia, come ad esempio nei grandi spazi espositivi dell’HangarBicocca, fino ad arrivare al centro città, dove Palazzo Reale in particolar modo, si contraddistingue per le sue numerose e più svariate esposizioni.

Voglio partire proprio da qui. Palazzo Reale è un polo culturale nel cuore di Milano ed è coordinato con altre tre sedi espositive: la Rotonda della Besana, il Palazzo della Ragione e il Palazzo dell’Arengario. Negli ultimi anni hanno riscosso enorme successo le mostre in esso esposte, mostre che hanno spaziato da Monet, Picasso e Modigliani, fino ad arrivare a molti altri nomi noti della pittura, della scultura e della fotografia mondiale.

La scorsa settimana ho avuto occasione di presentarmi proprio ad una delle sue mostre, dedicata agli artisti statunitensi definiti “Irascibili” da un celeberrimo episodio di protesta verso il Metropolitan Museum of Art di New York. Nel Maggio del 1950, infatti, il MoMA annunciò l’organizzazione di un’importante mostra dedicata all’arte contemporanea americana.  Assenti dal parterre degli invitati furono proprio i pittori che a partire dalla seconda metà degli anni Trenta avevano mosso i primi passi verso un linguaggio pittorico nuovo, rivolto all’Espressionismo Astratto. Nel movimento emersero le personalità di Jackson Pollock, Willem de Kooning, Mark Rothko, Robert Motherwell, Barnett Newman, che composero il gruppo degli “Irascibili”, così definiti perché firmatari della lettera inviata al presidente del MoMA, Roland L. Redmond, e presentata al “New York Times”, in cui dichiararono il totale dissenso nei confronti delle posizioni assunte dal museo.

Nel gennaio del 1951 Nina Leen ritrasse, in questa foto, quindici degli “Irascibles” vestiti da banchieri.

Quindici degli “Irascibles” vestiti da banchieri. the_irascibles_small

A) Theodoros Stamos
B) Mark Rothko
C) Jimmy Ernst
D) James Brooks
E) Richard Pousette-Dart
F) William Baziotes
G) Jackson Pollock
H) Clyfford Still
I) Robert Motherwell
J) Bradley Walker Tomlin
K) Willem de Kooning
L) Adolph Gottlieb
M) Ad Reinhardt
O) Hedda Sterne 

La mostra di Palazzo Reale, aperta dal 24.09.2013 al 16.02.2014, è intitolata “POLLOCK E GLI IRASCIBILI – La scuola di New York”, prendendo Jackson Pollock come punta di diamante dell’intero movimento e rendendolo star dell’esposizione.

J. Pollock (Cody, 28 gennaio 1912 – Long Island, 11 agosto 1956)  è considerato tra i maggiori rappresentanti dell’Action Painting, ovvero di quello stile di pittura nella quale il colore viene fatto gocciolare spontaneamente, lanciato o macchiato sulle tele (tecnica del dripping), invece che applicato con meticolosa attenzione. Ciò che ne risulta è l’enfatizzazione dell’atto fisico della pittura stessa.

L’artista moderno, mi pare, lavora per esprimere un mondo interiore; in altri termini: esprime il movimento, l’energia e altre forze interiori. J. Pollock

Pollock, pioniere di questa tecnica, abolì dunque il quadro col cavalletto stendendo la tela a terra, poiché, come da lui stesso affermato, gli veniva più agevole girarvi intorno e lo faceva sentire più parte integrante del quadro.

Questa tecnica fu qualcosa di estremamente innovativo e la mostra la enfatizza molto, adducendo, tra l’esposizione di un’opera e l’altra, proiezioni video che ci mostrano lo sviluppo dell’opera stessa. La mostra viene così resa originale, quasi interattiva, e non monotona, dato che prova a tenere alta la nostra attenzione, mostrandoci virtualmente come l’opera che abbiamo davanti sia stata effettivamente realizzata.

L’arte astratta dovrebbe esser goduta come la musica: nei momenti in cui puoi averne voglia o meno. J. Pollock

Molto curiosa e degna di nota, una stanza nella quale al centro vi è collocato un grande divano rotondo, senza schienale, sul quale ci dobbiamo sdraiare. Appeso al soffitto, sopra al divano, un monitor in cui è proiettato un video di Pollock che dà sfogo alla sua creatività su una lamina di vetro trasparente, usata al posto della solita tela. La sensazione che si ha è quella di trovarcelo di fronte, a tu per tu, e poterlo osservare creare, silenziosamente, su quella lamina di vetro che ci separa da lui e dalla sua arte. Noi sotto, lui sopra.

Protagonista indiscussa della mostra è l’opera Number 27 (1950), forse il quadro più famoso di Pollock, nonché prestito eccezionale, data la delicatezza e la fragilità di questo olio, oltre alle sue dimensioni straordinarie − circa tre metri di lunghezza. 

Pollock-1950-Number 27

Jackson Pollock, quindi, ma non solo: tra gli “Irascibili” presenti nella mostra ci sono anche Rothko, de Kooning, Kline, che con le loro opere permettono una narrazione più completa, e diversificata, emblematica dell’Espressionismo Astratto e dell’epoca stessa.

I 49 capolavori presenti, dalla fine degli anni Trenta alla metà degli anni Sessanta, e provenienti dal Whitney Museum of American Art di New York, aprono quindi su TEAM FOR ITALY le celebrazioni dell’Arte, in particolar modo quella milanese, che ci e vi terranno compagnia per tutto l’autunno/inverno, e forse anche di più.

Per chi fosse interessato, esiste un fantastico film di Ed Harris, intitolato: “Pollock” (2000), che racconta energicamente la vita dell’artista. Di seguito il trailer:

9 novembre 2013
a cura di Christian Mauri

==Riferimenti Bibliografici==
http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Reale_di_Milano#Polo_Culturale_Milanese
http://it.wikipedia.org/wiki/Jackson_Pollock
http://www.mostrapollock.it/la-mostra-2/

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Christian Mauri

MONZA. Laureato in informatica, mi occupo di web art direction, web design e web development. Appassionato di tutto ciò che è cultura e arte. Cos’è per me l’Arte? Quel luogo immaginario dentro me dove raggiungo l’apice dei sensi. Tecnologia e creatività si mischiano in me, creando una sorta di personalità alla Dottor Jekyll e Mr. Hyde, ma non preoccupatevi non sono pazzo… o almeno così credo. In ambito lavorativo provo ad abbinare logica e creatività, portando avanti il connubio della programmazione nuda e cruda con il design, la grafica e l’estetismo. Musica, pittura, fotografia, cinema i miei principali interessi; sempre pieno dell’ossessione di voler imparare qualcosa di nuovo e di poterlo condividere con gli altri. Seguitemi anche su Twitter, non ve ne pentirete… o forse sì…