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Pubblicato il 14/10/2013 Da in Cultura

Marco Zamperini

Ero molto indecisa se scrivere o meno questo post.
Poi ho pensato che quello che ho conosciuto di Marco Zamperini deve essere condiviso.
Le cose positive vanno diffuse, fatte conoscere, in modo che altre ne possano nascere.

Ho incontrato Marco, il “professor Funkysurfer”, quest’anno, ad uno degli eventi organizzati da Riccardo Luna. E mi ritengo davvero fortunata ad averlo conosciuto.
Ero seduta accanto a lui mentre piangeva, fiero e orgoglioso per lo speech di sua figlia Rebecca, una ragazza straordinaria, coraggiosa e brillante. E veder piangere come un bambino una montagna umana come Marco, credetemi, fa davvero effetto.

Ho rivisto Marco l’ultima volta al Maker Faire Rome venerdì 4 ottobre.
Ero arrivata con il treno da Treviso, con una partenza prima dell’alba per non perdermi neanche un minuto di quella straordinaria giornata, girovagavo sperduta in mezzo a centinaia di ragazzi che si affollavano attorno agli stand dei makers, io con il mio trolley che non sapevo dove mollare. Incontro Marco dopo la conferenza dedicata alle scuole, lo saluto rischiando di essere entrambi travolti dalle decine di ragazzi che escono dalla sala, affollatissima, e lui immediatamente mi “adotta”: mi accompagna in sala stampa dove posso appoggiare i miei bagagli e si offre di farmi da cicerone al Maker Faire.

Marco-auto-open-sourceOra, io mi occupo di bambini, di sociale, di volontariato, di scuole, di progetti educativi… Tecnologia, robotica e compagnia bella la guardo timidamente da lontano.
Eppure, con una guida come Marco, tutto è apparso facile, intuitivo: le potenzialità delle stampanti 3D, la prima auto open source, la nuovissima scheda Galileo…
Insomma, un’occhiata al futuro con gli occhi di un uomo che il futuro lo vedeva da tempo.

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massimo-banzi-e-marco-zamperiniArriva Massimo Banzi (@mbanzi, il “papà” di Arduino), completamente senza voce per quanto aveva parlato durante la giornata precedente. E qui parte lo show: Massimo che fa finta di essere un pupazzo, e Marco che lo “anima” come un ventriloquo, facendo le voci. Uno spasso!

Vi sto raccontando tutto questo per farvi capire come alla genialità di quest’uomo si affiancava un’anima semplice, socievole, positiva, entusiasta, scherzosa, curiosa…

Non trovo una parola sufficientemente adeguata per definire Marco: innovatore, trascinatore, genio…
Queste parole non bastano.
Per cercare di farvi capire quanto avanti fosse, vi riporto un tweet di Massimo Sideri (@massimosideri, giornalista del Corriere della Sera): “Ricordo un pranzo con Beppe Turani 7 anni fa… Marco Zamperini parlò a ruota della rivoluzione del microblogging. Nessuno ne capiva niente”
Marco era uno dei “motori silenziosi” di quest’Italia alla deriva, un uomo che vedeva lontano.
Un uomo di cui avevamo e abbiamo disperatamente bisogno, una persona di cui sarà difficilissimo fare a meno.

Riccardo Luna (@riccardowired), suo grandissimo amico, lo ricorda con parole affettuose:
“Marco era un uomo buono che ha regalato la sua allegria a tutti noi.
E’ stato uno dei pionieri di Internet in Italia, ma in realtà Marco Zamperini è stato molto di più. E’ stato un innovatore instancabile, un motivatore impareggiabile e soprattutto, una persona meravigliosa.”

E Luca De Biase (@lucadebiase) ricorda questo suo aspetto gioioso e positivo:
“Marco Zamperini è morto a 50 anni. Ha vissuto come un uomo intero. Comprendeva l’umanità degli altri. Aiutava tutti a tirar fuori il meglio che avevano dentro. Cercava il senso di quello che faceva. E gioiva di ogni minuto della sua vita.”

Marco queste cose riusciva a trasmetterle davvero.
Ascoltate il suo intervento a Trieste a “State of the Net 2013″, a maggio di quest’anno; ascoltate attentamente cosa (e come) è riuscito a trasmettere a sua figlia più piccola Blanca, di 10 anni. Lo spirito curioso e positivo di Marco, anche Blanca lo ha preso tutto. Lui e sua moglie Paola hanno fatto un lavoro meraviglioso.

Sarà difficile continuare senza di te, Marco.
Ma tutto ciò che eri, che sei, che ci hai trasmesso, ha un valore enorme, ed è nostro compito e nostro dovere continuare sulla tua strada. Continuare a costruire, a curiosare, ad imparare, a diventare competenti, a vedere la vita con gioia, ad essere positivi, ad avere sempre una buona parola per chi si avvicina a noi… Perché il tuo valore più grande, ce lo hai dimostrato, sta proprio nel non esserti risparmiato e nell’aver condiviso con CHIUNQUE tu incontrassi la ricchezza che sentivi dentro.

Grazie, Marco.

Alessandra Giraldo
14 ottobre 2013

 

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Alessandra Giraldo

TREVISO. Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Referente Scuola Comitato Provinciale Unicef Treviso, e Referente Provinciale per Miur e Unicef Italia per il progetto “Verso una scuola amica”. Dal 2000 si occupa di elaborare progetti rivolti ai bambini, alle famiglie e alle scuole; nel 2010 ha fondato “Progetti Educativi” partner di riferimento per Enti e realtà territoriali che operano nel settore della formazione e della prevenzione. Nel 2013 ha fondato "Team For Italy", una rete di cittadini che mettono a disposizione gratuitamente le proprie competenze per un rilancio culturale e della partecipazione attiva. - "Non è solo vero che si insegna ad un bambino. Soprattutto, si impara. Se si è capaci di mettersi in gioco, ci si trasforma, si vede il mondo da prospettive diverse, ci si completa"

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