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Pubblicato il 13/11/2013 Da in Arte, Cultura

Galleria di Arte Moderna di Milano (GAM)

La scorsa volta ci siamo avventurati nel cuore di Milano, in una delle mostre ospitate da Palazzo Reale: “Pollock e gli Irascibili – la scuola di New York”. Oggi proseguiamo il nostro viaggio nel mondo dell’Arte dirigendoci verso un’altra zona del capoluogo lombardo. Più precisamente dalle parti di Porta Venezia dove si erge la Villa Reale (oggi Villa Comunale), ovvero uno dei principali monumenti del neoclassicismo milanese. La Villa venne costruita tra il 1790 ed il 1796 dall’architetto Leopoldo Pollack, collaboratore del massimo rappresentante del Neoclassicismo lombardo, Giuseppe Piermarini, su commissione del conte Ludovico Barbiano di Belgiojoso. L’edificio rivolge la propria parte posteriore verso via Palestro, ove vi è l’ingresso per la Galleria d’Arte Moderna di Milano (altrimenti detta GAM) che fa parte delle Civiche Raccolte d’arte del Comune di Milano.

La GAM è da considerarsi fiore all’occhiello dell’arte milanese e italiana, non solo per merito del meraviglioso edificio nella quale è ospitata, ma soprattutto per le opere di inestimabile valore che essa espone e conserva nelle sue sale. Proprio nel weekend scorso ho avuto modo di visitarla. Pur essendo stata la mia terza visita in un anno, il ritorno è stato un sublime piacere legato a una pur sempre nuova emozione.

La mostra apre le sue porte al pian terreno della Villa, dove il periodo neoclassico fra il Settecento e l’Ottocento caratterizza la quasi totalità delle opere quivi presenti. Troviamo dunque dipinti, ritratti e sculture di artisti italiani quali ad esempio Andrea Appiani e Antonio Canova, per citarne solo alcuni.

Ritratti di Andrea Appiani

Fig.1 – Ritratti di Andrea Appiani. Dei tre centrali, quello in basso a destra è il ritratto che A. Appiani fece proprio ad A. Canova.

“La Ebe”, scultura in gesso di A. Canova

Fig.2 – “La Ebe”, scultura in gesso di Canova.

Fra l’estasi di un dipinto e l’altro ecco che, in una delle sale, si schianta davanti ai nostri occhi la superba bellezza in gesso di una delle sculture più celebri di Antonio Canova: La Ebe. Di tale scultura ne esistono ben quattro versioni, tutte realizzate dal Canova, ognuna che si differenzia dalle altre solo per minuziosi dettagli. La GAM ha l’onore di ospitarne una delle migliori, insieme a quella in marmo custodita nei Musei di San Domenico a Forlì.Proseguendo lungo l’itinerario, le ultime sale del pian terreno evidenziano un passaggio di consegne tra il Neoclassicismo e il Romanticismo. Francesco Hayez fa da raccordo fra i due periodi. Le sue opere chiudono il pian terreno, inaugurando, dopo lo scalone monumentale, il primo piano della Villa dedicato, in parte, al Romanticismo italiano.

Oltre ad Hayez, tra i principali esponenti romantici qui presenti, ci tengo particolarmente a citare Mosè Bianchi, pittore italiano nato e vissuto a Monza, la mia città. Di seguito una foto scattata proprio nella sala in cui sono presenti e conservati alcuni dei suoi più grandi dipinti, tra cui Cleopatra, il dipinto a destra del grande specchio.

Rinascimento
Il Parnaso di Appiani

Fig.3 – il Romaticismo (a sinistra) e la Sala da Pranzo con “Il Parnaso” di A. Appiani (a destra).

In quest’ala dell’edificio troviamo, di particolare rilievo, la sala da pranzo della Villa Reale. Nulla di eccezionale direte, se non fosse che sul soffitto di tale stanza è presente l’imponente affresco realizzato da Andrea Appiani e raffigurante Il Parnaso, una delle principali attrazioni della GAM stessa. Le dimensioni e la bellezza dell’opera sono da capogiro, non solo per il fatto che per ammirarla dobbiamo rimanere col capo rivolto totalmente verso l’alto.
Proseguendo il cammino lungo le sale del primo piano, dal Romanticismo passiamo alla Scapigliatura milanese e al periodo del Divisionismo, ove troviamo in Gaetano Previati e in Giovanni Segantini i loro massimi esponenti. Si nota qui un totale cambiamento nello stile pittorico, non più preciso e definito nelle pennellate come lo era nelle opere delle precedenti sale. Infatti, respingendo il sistema tradizionale di mescolare i colori sulla tavolozza per ottenere una grande varietà di sfumature, il Divisionismo accostò i singoli colori allo stato puro, cioè senza alcuna mescolanza, mediante piccoli punti o linee brevissime.

Previati - La Madonna dei gigli
Segantini - le due madri

Fig.4 – La “Madonna dei Gigli” di G. Previati e “Le Due Madri” di G. Segantini.

Chiuso il giro al primo piano, ci manca da visitare solo il secondo e ultimo piano della villa, ove è custodita la collezione Grassi, ovvero una raccolta di capolavori di pittura italiana e straniera dal XIII al XX secolo, insieme ad un nucleo di manufatti antichi dell’estremo oriente. Grandi nomi tra le firme delle opere in questa area dell’edificio. Vi troviamo infatti accostate opere di artisti italiani come Segantini, Fontanesi, Spadini e quelle di artisti internazionali come Vincent Van Gogh, Edouard Manet, Paul Gauguin, Renoir e Paul Cézanne, solo per citarne alcuni.

collezione Grassi

Fig.5 – collezione Grassi.

Insieme alla collezione Grassi, la collezione Vismara, presente al piano terra dell’edificio, chiude l’itinerario all’interno della Galleria di Arte Moderna di Milano. I 40 capolavori acquistati da Giuseppe Vismara sono esempio tipico di un collezionismo privato incline alla costruzione di una piccola raccolta di storia dell’arte, internazionale ma anche fortemente locale, con artisti legati allo scenario artistico contemporaneo milanese.  A Renoir, Picasso, Dufy, Matisse, Vuillard, Roualt, si affiancano Campigli, Tosi, Morandi, Sironi, De Pisis, Modigliani, Rossi.

collezione Vismara

Fig.6 – collezione Vismara

La Galleria di Arte Moderna di Milano è qualcosa di eccezionale, purtroppo sconosciuta ai molti, forse perché troppo poco pubblicizzata, forse perché dislocata rispetto a quello che è il centro cittadino di Milano. Tutte le volte in cui sono andato, pochissima la gente all’interno delle sale del museo. È davvero un peccato. Il Comune di Milano incentiva la visita alla GAM rendendo gratuito l’accesso, tutti i giorni della settimana, da martedì a domenica dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle ore 14:00 alle 17:30. Unico difetto? All’interno della GAM non ci sono guide, non ci sono dépliant che possano aiutare il visitatore a districarsi nel labirinto delle sale della Villa e le opere sono segnate con un semplice cartellino in cui viene indicato nome, autore, anno e a quale collezionista appartengono, senza dunque nemmeno una breve descrizione, neanche sulle opere di maggior rilievo. Se volete dunque visitarla, spero che questo articolo possa darvi una mano ad apprezzarla maggiormente, rimandando al lettore/visitatore la ricerca di descrizioni più dettagliate sulle opere, autori o periodi che egli stesso reputa più interessanti.

Buona visione e a presto, qui su TEAM FOR ITALY, per altri viaggi nel mondo dell’arte.

13 novembre
a cura di Christian Mauri

== Riferimenti Bibliografici ==
www.gam-milano.com

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Christian Mauri

MONZA. Laureato in informatica, mi occupo di web art direction, web design e web development. Appassionato di tutto ciò che è cultura e arte. Cos’è per me l’Arte? Quel luogo immaginario dentro me dove raggiungo l’apice dei sensi. Tecnologia e creatività si mischiano in me, creando una sorta di personalità alla Dottor Jekyll e Mr. Hyde, ma non preoccupatevi non sono pazzo… o almeno così credo. In ambito lavorativo provo ad abbinare logica e creatività, portando avanti il connubio della programmazione nuda e cruda con il design, la grafica e l’estetismo. Musica, pittura, fotografia, cinema i miei principali interessi; sempre pieno dell’ossessione di voler imparare qualcosa di nuovo e di poterlo condividere con gli altri. Seguitemi anche su Twitter, non ve ne pentirete… o forse sì…

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