bambini-e-web-2-ALTA

Pubblicato il 30/10/2013 Da in Cultura

Favorire l’apprendimento con strumenti online

È possibile lavorare con classi eterogenee e aiutare tutti gli studenti a raggiungere obiettivi in linea con le loro potenzialità e con gli obiettivi nazionali ed europei?
È possibile pensare che tutti (anche i più in difficoltà) possano raggiungere almeno gli obiettivi minimi a livello di conoscenze, abilità e competenze, indispensabili per essere ammessi alla classe successiva? Almeno nella scuola dell’obbligo?
È possibile fare in modo che i più dotati possano lavorare in modo più approfondito e possano aiutare i più deboli?

Non esiste una bacchetta magica, non esiste un solo strumento che possa dirsi risolutore, come vorrebbero alcuni: dimmi cosa devo fare? Non c’è una sola soluzione, non c’è una sola strategia da mettere in atto; ce ne sono molte e devono essere utilizzate tutte.
Se si utilizzano da soli, non bastano la progettazione a ritroso di Wiggins e Mc Tighe e nemmeno il cooperative learning secondo le modalità dei fratelli Johnson o di Kagan, o le tecniche di gestione della classe suggerite da Charles o da Brophy, non sono sufficienti nemmeno le mappe concettuali di Novak o le Flipped Classroom di cui anche in Italia si comincia, in questi anni, a parlare.
C’è invece bisogno di un approccio integrato che preveda l’utilizzo di tutte queste modalità e di molte altre ancora, come suggerisce tra gli altri la Tomlinson.

bambini-e-web-1Consapevole perciò di non aver creato uno strumento esaustivo, ma un piccolo ingranaggio al servizio di una visione più ampia, volevo utilizzare lo spazio che mi è stato concesso per parlare di ScuolaInterattiva.
Si tratta di un canale YouTube che raccoglie ormai più di settanta video divisi in cinque playlist.
La playlist più fornita è, per ora, quella che riassume il periodo storico che va dal medioevo alla seconda guerra mondiale.
Ogni video ha una durata che va dai due ai sette minuti (a parte quelli per insegnati dai quali ci si aspettano tempi di attenzione un po’ più dilatati) e presenta il proprio argomento attraverso il progressivo dispiegarsi di una mappa accompagnata da una voce che presenta il contenuto di ogni nodo.
Il video procede lentamente (ogni studente ha poi la possibilità di fermarlo quando vuole) cercando di rispettare il ritmo di apprendimento di ognuno.

Noi insegnanti abbiamo due preoccupazioni in questi ultimi tempi: andare incontro alle esigenze degli studenti definiti BES (anche se poi ogni studente è BES, perché ognuno è diverso dall’altro) e riuscire a dare a tutti un’idea generale dei concetti ritenuti fondamentali.
ScuolaInterattiva nasce con l’obiettivo di aiutare a risolvere queste due problematiche: il video serve infatti, allo studente, anche quello definito BES, a identificare i contenuti ritenuti fondamentali e ad aiutarlo a raggiungere gli obiettivi legati alle conoscenze di base anche da casa, anche in assenza dell’insegnante; inoltre, in classe, aiuta a liberare tempo per lavorare sulle competenze e per favorire approfondimenti che altrimenti sarebbero impossibili.

Facciamo un esempio concreto:

La Prima Guerra Mondiale

1. L’insegnante chiede ai suoi studenti di guardare a casa i due video di ScuolaInterattiva che parlano dell’argomento e di arrivare a scuola o dopo aver prodotto domande di chiarimento, o dopo aver identificato eventuali percorsi di approfondimento.

2. In classe inizia il percorso personalizzato; chi ha bisogno di chiarimenti può lavorare direttamente con l’insegnante, su materiali facilitati o con un compagno-tutor; chi vuole approfondire può lavorare su materiali più articolati (video, documenti scritti) forniti dall’insegnante o trovati dallo studente stesso.

3. Al termine del lavoro gli studenti vengono suddivisi in piccoli gruppi eterogenei nei quali presentano il lavoro fatto da soli, con l’aiuto dell’insegnante o con l’aiuto di un compagno.

4. Risultato finale: tutti in classe arrivano a conoscere i contenuti fondamentali (anche chi è maggiormente in difficoltà). Poi, in base alle specifiche possibilità, ognuno può arrivare a livelli di approfondimento diversi e a sviluppare competenze (anche sociali, si pensi al tutor) secondo un programma personalizzato.

scuolainterattiva-guerra-mondiale

Quindi, per quegli insegnanti che sono già sensibili a determinate innovazioni metodologico-didattiche, ma che non hanno tempo per costruirsi materiali online, ScuolaInterattiva, ma anche Oilproject e BIGnomi, possono diventare interessanti strumenti da utilizzare all’interno della propria programmazione curricolare (anche perché totalmente FREE).

30 ottobre 2013
a cura di Paolo Scorzoni
abilidendi.it
ScuolaInterattiva

Tags : , ,

Paolo Scorzoni

ROVIGO. Laureato in Filosofia, è insegnante di scuola secondaria di primo grado. Ha collaborato con il Laboratorio di didattica della SSIS di Ca' Foscari e collabora con la facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Padova; è formatore in numerosi corsi di aggiornamento per insegnanti sul Cooperative Learning. Ha fatto parte di un importante gruppo di studio italiano sul Cooperative Learning, collegato all’Istituto Superiore di Ricerca Educativa, coordinato dal prof. Mario Comoglio dell'Università Salesiana di Roma. Nel 1998 ha conseguito il diploma di applicatore P.A.S. (metodo Feuerstein). Ha tenuto per cinque anni un seminario di Tecniche di comunicazione scritta presso la sede di Rovigo del diploma in Ingegneria informatica dell'Università di Padova. Dal 2005 è insegnante a tempo indeterminato presso la scuola media Enrico Fermi di Lusia in provincia di Rovigo.

Comments are closed.