150520-audio-guida-belluno

Pubblicato il 20/05/2015 Da in Cultura

Una app come audio-guida per il Museo civico di Belluno

Al MuseumNext ha avuto luogo un convegno di respiro internazionale incentrato sullo scambio di conoscenze e competenze per la costruzione del museo di domani; si è da poco conclusa la MuseumWeek, un evento internazionale che ha l’obiettivo di connettere direttamente le persone con le strutture museali in un modo interattivo, e tanti musei hanno aderito allo Slow Art Day, un giorno intero in cui i visitatori delle istituzioni di cultura di tutto il mondo sono solitamente invitati a guardare l’arte lentamente, cioé scelgono delle opere e dedicano a ciascuna di queste 5-10 minuti.

Insomma, ultimamente pare che i musei del mondo siano più che aperti alla discussione, alla condivisione e all’innovazione. E tutto questo non può mancare – anche se su una scala differente – in un piccolo museo come quello del Comune di Belluno, in Veneto.

È con questa idea che, insieme con il curatore del museo locale, ho scelto di adottare la piattaforma izi.TRAVEL, che permette di realizzare audio-guide gratuite scaricabili su tablet e smartphone e che danno la possibilità all’utente di approfondire anche off-line l’opera d’arte che si trova davanti.

I musei, ma anche tutte le altre istituzioni culturali e le città, possono inserire le descrizioni del loro patrimonio storico ed incrementare i contenuti anche attraverso la pubblicazione di ricostruzioni video, che vengono lette dall’applicazione grazie ad un semplice QR code posizionato vicino all’opera.

Gli utenti, dal canto loro, possono recensire i luoghi che hanno visitato e le opere che hanno potuto ammirare per poi condividere la loro esperienza sui social network, dando modo anche a molti loro amici e followers di conoscere tesori artistici poco famosi e magari dai più giovani purtroppo ignorati.

In sostanza: il Museo è diventato un po’ più digitale e, data la gratuità dello strumento, non ha investito finanze da destinare ad opere più strutturali. Contestualmente però l’istituzione civica ha un nuovo apparato didattico – sia in italiano che in inglese – e insieme un nuovo canale di comunicazione per un coinvolgimento di un pubblico più giovane: quello che davvero manca a questo tipo di istituzione.

Magari non si può parlare di innovazione in senso stretto, però anche piccole azioni come queste – lasciata da parte qualsiasi individualità -, spinte dalla voglia di cambiare le cose da parte di un gruppo unito come quello dei Digital Champions locali, rendono forse la via verso il digitale in Italia meno ripida.

Cosa ne pensate?

20 maggio 2015
a cura di Francesco Giusto

Francesco Giusto

Da anni mi occupo operativamente di comunicazione e strategia digitale per la Cultura, per istituzioni ed aziende private. Il mio obiettivo è quello di aiutare il mondo culturale e turistico, le istituzioni e le aziende a comprendere le opportunità della digitalizzazione e del fare rete attraverso un continuo processo di integrazione.

Comments are closed.