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Pubblicato il 13/11/2013 Da in Cultura

2020. Odissea nello spazio dell’Istruzione?

Entro il 2020 la Commissione Europea ha proposto agli stati membri il raggiungimento di 5 obiettivi, misurabili quantitativamente:

  1. Innalzamento al 75% del tasso di occupazione (fascia di età 20 – 64 anni)
  2. Aumento degli investimenti in RSI (ricerca e sviluppo ed innovazione) al 3% del PIL dell’UE (pubblico e privato insieme)
  3. Riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990, 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili, aumento del 20% dell’efficienza energetica
  4. Riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10%, ed in contemporanea aumento al 40% dei 30-34enni con un livello di istruzione universitaria
  5. Riduzione delle persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione di almeno 20 milioni di individui

Obiettivi ambiziosi, che potranno – forse - essere raggiunti se gli Stati continueranno ad attribuire loro una priorità elevata, investendo in modo efficiente in istruzione e formazione. Concentrandosi sull’obiettivo relativo alla dispersione scolastica, bisogna sottolineare come ogni Stato membro debba presentare un PNR (Programma Nazionale di Riforme) che fissi traguardi nazionali, prospettando anche un livello a medio termine, che tenga in considerazione il fatto che il settore dell’istruzione e della formazione è fondamentale per lo sviluppo di un’economia florida e competitiva.

Questo concetto è stato ulteriormente sottolineato anche dai recenti rapporti PISA  e PIAAC dell’OECD.

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Gli early school leavers (ESL, giovani dai 18 ai 24 anni che hanno conseguito la sola licenza media e sono quindi fuori dal sistema nazionale di istruzione e da quello regionale di istruzione e formazione professionale) in Italia sono pari al 17.6% della popolazione totale relativa a quell’età nel 2012 (nel 2011 18.2%): l’obiettivo di medio termine era il raggiungimento nel 2013 di un tasso pari al 17.9% ed ora è quello di arrivare al 16.0% nel 2020. Perché è così importante?

Guardiamo questo grafico, basato sui dati OECD del rapporto PIAAC:

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Eccoci, lì in basso a destra: l’alto tasso di popolazione di età compresa fra i 20 ed i 64 anni priva di un diploma di istruzione secondario si accoppia al più basso livello di literacy di tutta la ricerca. Il più basso. Consoliamoci, c’è sempre accanto a noi la nostra usuale metà del cielo nei pessimi score: la Spagna.

Speriamo che la Youth Guarantee, programma che prevede che gli Stati membri realizzino interventi efficaci e qualitativamente validi in favore dell’occupazione giovanile, riesca in qualche modo ad arginare l’emorragia di giovani sia dalle scuole superiori sia dall’università. Sarà necessario individuare le linee guida per la programmazione degli interventi, trovare le necessarie risorse economiche, allocarle in modo efficiente, coordinare gli interventi sul territorio e valutarne l’efficacia e l’impatto sul livello di abbandono scolastico e sul tasso di occupazione.

Sarà soprattutto necessario agire, affinché queste non rimangano inutili cifre o grafici carini, ma che portino al necessario cambiamento nelle politiche dell’istruzione e lavorative. Anche prima del 2020 non andrebbe male, direi.

13 novembre 2013
a cura di Marion Sarah Tuggey

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Marion Sarah Tuggey

FRIULI VENEZIA GIULIA. Professional translator It/En En/It. Madre, traduttrice, appassionata di giornalismo ed economia.Avida lettrice, fin troppo connessa…Traduttrice freelance It/En En/It Traduzioni per testate giornalistiche quali “Il Sole 24 Ore” (It/En En/It), “Il Foglio” (It/En En/It). Traduzioni per siti economici e d’informazione quali www.bimboalieno.it. Traduzioni per compagnie di revisione quali KPMG, Price Water House Coopers. Traduzione di testi di carattere turistico, enogastronomico, economico e finanziario. Translator&Mom-in-chief. What can be asserted without proof can be dismissed without proof.

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