Economia Categoria

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Pubblicato il 12 marzo 2014Da Riccardo Colziin Economia

Fame

A volte i numeri riescono a descrivere al meglio la situazione reale di un paese. Numeri impietosi, drammatici contenuti in un sondaggio on line condotto da Coldiretti. Leggiamo: “Nell’ultimo anno sei italiani su dieci (59 per cento) hanno mangiato cibi scaduti. E’ quanto emerge da un sondaggio on line condotto dal sito www.coldiretti.it sugli effetti della crisi sui consumi delle famiglie. In particolare, ben il 34 per cento dei rispondenti ha portato in tavola alimenti fino ad una settimana dopo la data di scadenza, ma ben il 15 per centoContinua
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Pubblicato il 10 marzo 2014Da Roberto Furesiin Economia

React4Economy “Act React Impact”

Lo scorso 21 febbraio 2014, nella cornice suggestiva ed informale del Teatro Franco Parenti di Milano, Team For Italy era presente a “React4Economy. Nuovo lavoro. Nuovi Lavori. Tutelare il futuro. Promuovere la crescita”, evento promosso, nell’ambito della campagna di informazione per le elezioni del Parlamento del prossimo 25 maggio, dall’Ufficio d’Informazione del Parlamento Europeo di Milano, con la collaborazione della Commissione europea – Rappresentanza a Milano, della Europe Direct Lombardia e della compagnia teatrale Il Ratto d’Europa. L’intento era porre l’attenzione sul mondo del lavoro, con un occhio di riguardoContinua
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Pubblicato il 15 novembre 2013Da Mirco Rossiin Economia

Economia: le 20 cose importanti che non mi hanno insegnato

Nate Hagens è un conosciuto come uno dei principali analisti delle problematiche che affliggono la macroeconomia globale. Le sue competenze in campo finanziario sono indiscusse. Dopo aver conseguito un Master in Finanza dell’Università di Chicago, è stato impiegato in varie società di investimenti, arrivando ad occupare cariche di primo livello: Presidente della Sanctuary Asset Management e Vicepresidente delle società di investimenti Salomon Brothers prima e Lehman Brothers poi. Secondo i canoni moderni, Nate Hagens è un uomo di indubbio successo, o almeno lo era. Già, perché ad un certo puntoContinua
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Pubblicato il 15 novembre 2013Da Mirco Rossiin Economia

I “bugs” dell’economia

A partire dall’ultimo periodo del secolo scorso l’economia e le sue leggi hanno assunto un ruolo sempre più determinante nella società umana, sia in quella ricca occidentale che nel resto del mondo. In pochi anni la politica, intesa come sfera decisionale che prende in considerazione la complessità della società e che da secoli guidava il confronto e dava vita a reciproci condizionamenti con il mondo economico, è passata in secondo piano. Non governa più il processo di sviluppo e/o crescita ma risulta sempre più fortemente subordinata dall’insieme dei tornaconti strettamenteContinua
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Pubblicato il 9 ottobre 2013Da Marion Sarah Tuggeyin Economia

Indagine PIAAC sulle competenze della popolazione adulta

Ieri, 8 ottobre 2013, l’OCSE ha dato un po’ di pagelle. Presto, direte, la scuola non è appena iniziata? Forse troppo tardi, vi rispondo… Abbiamo infatti la possibilità di vedere i primi risultati dell’indagine PIAAC (Program for the International Assessment of Adult Competencies), un’analisi delle competenze della popolazione adulta di 26 paesi europei. Adulti che dovrebbero essere in grado di affontare la crisi attuale, la situazione mutevole più che mai, la complessità crescente del mondo, grazie alle capacità ed alle competenze acquisite. E qui si aprono scenari a volte semi-apocalittici,Continua
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Pubblicato il 20 settembre 2013Da Marion Sarah Tuggeyin Economia

Il valore di un’etichetta

Un altro marchio italiano, Loro Piana, viene acquisito dal colosso LVMH: scoppia il dibattito sulle “eccellenze da salvaguardare”, su “imprese straniere pronte a spolpare l’Italia”, sul sistema italiano non più in grado di proteggere i suoi marchi storici. Eppure, quanto del decantato “Made in Italy” lo è davvero? Meglio ancora, quale porzione di un prodotto definito italiano, lo è davvero? Pensiamo a Benetton ed alle maglie disegnate e controllate in Italia, ma prodotte in Bangladesh. Alle lavatrici Indesit assemblate in Turchia. Alle Fiat 500L prodotte in Serbia. Design (spesso) italiano,Continua
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Pubblicato il 20 settembre 2013Da Marion Sarah Tuggeyin Economia

Investire in educazione è produttivo?

“If you think education is expensive, try ignorance” “Se pensate che l’istruzione abbia un costo troppo elevato, provate il costo dell’ignoranza” Questa frase di Derek Bok è salita agli onori delle cronache in questi giorni, dopo essere stata citata dal Presidente Obama – ed è una delle citazioni che preferisco in assoluto. Qual è il costo reale dell’istruzione? In media, le nazioni OECD spendono 9.313$ per studente per anno dal livello di istruzione primario a quello terziario: 7.974$ per studente primario, 9.014$ per studente secondario, e 13.528$ per studente terziario.Continua
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Pubblicato il 20 settembre 2013Da Marion Sarah Tuggeyin Economia

La verità, vi prego, sullo studio. O almeno un po’ di verità.

La verità, vi prego, sullo studio Dicono alcuni che studiare è una gioia e alcuni che è un fardello, alcuni che manda avanti il mondo e alcuni che è un’assurdità “In Italia occorre valorizzare il lavoro manuale, che in altri paesi è appetibile quasi quanto quello intellettuale” diceva un paio di giorni fa @chiaravise in risposta a chi, leggendo il mio post sul “costo dell’educazione”, ribatteva che spesso si possono spendere un sacco di soldi per l’istruzione di qualcuno, ritrovandosi poi con “due braccia rubate al capomastro”. Eppure ci sonoContinua
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L’istruzione spesso non è adeguata ai bisogni del mercato del lavoro – e ciò porta le aziende a non poter assumere le persone dotate degli skill necessari. Tutto ciò, combinato con la mancanza di capacità di molte economie di creare un numero sufficiente di posti di lavoro, ha contributo all’aumento della percentuale di disoccupati con un buon livello di istruzione. Nel 2010, in 25 su 27 paesi sviluppati, il più alto tasso di disoccupazione risultava fra persone con un livello di istruzione primaria o inferiore – anche se un’istruzione diContinua