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Pubblicato il 21/01/2015 Da in Blog dal Senegal

Touba e St Louis

Il peggio non ha mai fine. Se il materasso e il cubo di cemento in cui ho dormito ieri mi sembravano scomodi è perché non avevo dormito in una tenda nel deserto. Fascino impagabile, scomodità pure. Un freddo terribile, veramente terribile. Ma quante stelle. Mai viste così tante. Uno spettacolo.
Tanti anche gli scorpioni… Io per fortuna non ne ho visti. Anche se a pochi metri dalla mia tenda alcuni minuti fa ne hanno uccisi due di10 centimetri.
La notte nel villaggio aiuterà ad apprezzare di più ciò che ho nella vita. Quei confort a volte dati per scontati.
Gli abitanti sono stati gentili, premurosi, il cibo era abbastanza buono… Anche se ho sognato pasta, pizza e mozzarella.
Ora sono in viaggio per Touba la città santa del muridismo. Ieri dopo un’ora di cammino nel deserto sono arrivato al baobab dove, dicono, tutta questa corrente religiosa ha avuto inizio.
L’auto su cui sono oggi è pure più scassata di ieri. Le valvole delle gomme sono state chiuse piegandole. Così non esce l’aria, dicono. Di sicuro non entrerà mai più.
Per alcuni chilometri abbiamo abbandonato l’asfalto per seguire una pista di sabbia. È meglio, dice l’autista… sarà……
Queste auto comuni sono incredibili. Schiacciati in trabiccoli che in Italia sarebbero nei musei o più facilmente negli sfasciacarrozze… da vent’anni!

Touba fa riflettere. È la città santa dove sorge una moschea immensa… tutt’attorno casupole e baracche… Poco più di una bidonville… La ricchezza della moschea e la povertà circostante lasciano perplessi. Come mettere la basilica di San Marco in una favelas, per capirci.
I luoghi di culto sono spesso sfarzosi, ma in un simile contesto stridono se possibile, ancor di più.

Il viaggio da Touba a St Louis lo ricorderò per sempre. Schiacciato per 4 ore, in sette più l’autista, in una macchina che più scassata non ne avevo mai viste. Quella di questa mattina era una limousine a confronto. L’auto di oggi perde pezzi.
Durante il viaggio in curva si è aperta una porta. Il parabrezza è distrutto credo stia su con loscotch. Ad ogni dosso grattiamo il fondo, poi riprendere velocità un’impresa. Veramente con capisco come funzioni ancora.
Per non parlare della guida. Altro che ebola, scorpioni, malaria… Caldo e guida africana vanno temuti!

Infatti il caldo e la fame hanno lasciato il segno. Ero seduto per l’intero viaggio dalla parte del sole che mi ha un po’ intontito. Direi cotto, quasi senza che me ne rendessi bene conto.
Qualche capogiro e un senso di spossatezza.
Ora sto prendendo alcuni farmaci per rimettermi in sesto e va già meglio. Bustine reidratanti e tanta acqua.
Il trasporto 7 place qui è tipico e andava provato. L’alternativa era il tetto di un autobus….
Magari la prossima volta, non esageriamo per ora.
St Louis è molto bella. Più fresca di Dakar e quasi turistica. Piena di artigianato locale.
Prima due tiri a pallone per strada con alcuni ragazzini, poi ho trascorso la serata ad un concerto magnifico! Quindi una lunga passeggiata in una zona popolare. Qui, mi ha detto il ragazzo con cui camminavo, i bianchi non vengono. Comprensibile da un lato, soprattutto di notte. Triste dall’altro. È nelle zone popolari, periferiche, che si assapora veramente il luogo. Mi guardavano come fossi un extraterrestre. Io sguardo basso e passo deciso.

Davide
17 gennaio 2015

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