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Pubblicato il 26/01/2015 Da in Blog dal Senegal

Riflessioni finali

Per chiudere e salutare alcune considerazioni.
Il Senegal è un paese meraviglioso. Le persone sono ospitali simpatiche e generose. Lì alcune zone, centro città e mercati, tendono ad essere un po’ assillanti ma nella maggior parte dei casi non sono fastidiosi. A volte hanno un atteggiamento invadente poi però si risolve tutto con un sorriso. Ed è proprio a sorridere che i senegalesi ti insegnano. È una loro prerogativa e così facendo risolvi tante piccole controversie che in Italia, in coda alle poste ad esempio, si trasformerebbero in battibecco.

Di giorno e di notte ho girato senza avere l’impressione di poter rischiare qualcosa. Certo se possibile è meglio non sfoggiare oggetti o denaro. Ci pensa già il colore della pelle a rendere riconoscibile il turista.
Si mangia complessivamente bene, e lo dice uno abbastanza difficile di gusti, anche se nel deserto bisogna adattarsi.
L’unico tasto dolente sono le foto. Probabilmente fermandosi per un po’ più tempo avrei avuto modo di spiegare e conoscere meglio le tecniche per familiarizzare con le persone prima di fotografarle, ma trattandosi di un viaggio breve ed itinerante non era facile. Serve un po’ di pratica per fotografare senza trovarsi nei guai. Foto al volo e con macchine piccole. Io ho usato il cellulare e la telecamera. A volte guardavo altrove e con la coda dell’occhio sceglievo l’inquadratura.
Viaggiare da soli, come ho già scritto, ti permette di conoscerti meglio. Ci sono ore di silenzio durante le quali hai la possibilità di pensare. La cosa però che probabilmente mi ha dato più soddisfazione è stata vivere la giornata senza alcuna guida, decidendo lì per lì il da farsi anche in situazioni e luoghi atipici, a volte complicati.
Ammetto che ero partito con alcuni pregiudizi. Sopratutto alimentari, legati alla pulizia e un po’ alla sicurezza. Per capirci appena sbarcato a Dakar quando vedevo le zanzare ci vedevo scritto Malaria AirLines…. Leggermente paranoico come quegli orientali che girano per l’Italia con la mascherina…. Passate le prime ore nelle quali non capivo molto, poi mi sono sentito a casa, veramente a casa. L’Italia e il Senegal sono certo realtà differenti ma penso che uno svizzero in Italia trovi più disordine di quanto un italiano trova in Senegal. Mi stupisce come il Paese sia così poco meta turistica. L’ebola non c’è. Come non c’è Isis.

Entro un mese sarà pronta la versione video di questo reportage.
Spero di non avervi annoiato, di aver strappato qualche sorriso, di avervi fatto un po’ compagnia.

Davide
22 gennaio 2015

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