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Pubblicato il 20/12/2013 Da in Ambiente

L’analisi del geologo Dario Zampieri

Chi emette più anidride carbonica: l’attività dell’uomo o i vulcani ?
In questi giorni l’Etna sta ancora una volta offrendo uno spettacolo di rara potenza e bellezza.
Assieme alla lava che scende lungo i pendii, dalle profondità della crosta terrestre escono ceneri,  vapori e gas di varia natura.
Come altre volte in passato, il magma non rappresenta un pericolo per le zone abitate e coltivate; la lava si arresta nelle parte più alta del cono vulcanico e l’eruzione si limita a ricoprire ampie zone di territorio con le ceneri che ricadono a terra, disturbando la vita quotidiana, il traffico automobilistico e quello aereo.
Tra i gas emessi dalle eruzioni sono presenti notevoli quantità di CO2 (biossido di carbonio o anidride carbonica); per questo motivo le eruzioni  vengono da taluni indicate come principale causa dell’aumento dell’effetto serra.
In sostanza i negazionisti  (coloro che contestano le responsabilità dell’azione dell’uomo in questo campo) mettono dapprima in discussione l’esistenza stessa del processo di cambiamento climatico in atto, poi considerano in ogni caso ininfluente l’immissione in atmosfera di CO2 legata all’attività umana chiamando in causa le eruzioni vulcaniche come eventuale responsabilità primaria.
Ne consegue che a loro parere è inutile tentare di porre un freno alle cause antropiche dei cambiamenti climatici che, se anche si stessero verificando, sarebbero dovuti a eventi fuori dal controllo dell’uomo.

Si tratta di tesi prive di qualsiasi fondamento. Anzi, la situazione è diametralmente opposta  e sono proprio le emissioni di CO2 legate alle eruzioni vulcaniche a risultare del tutto marginali se non insignificanti nei processi di cambiamento climatico. L’analisi del geologo Dario Zampieri, sviluppata su basi e con metodo scientifici, propone dati incontrovertibili e arriva a dimostrare che “… l’emissione antropogenica di CO2 risulta essere, nel 2010, 135 volte superiore a quella dei vulcani.”
Lo scioglimento progressivo del  ghiaccio sulle cime dei monti, in Groenlandia, al Polo Nord, l’aumento della violenza e del numero dei fenomeni atmosferici estremi, l’aumento della temperatura media sul pianeta, la crescita di volume e del tasso di acidità dei mari, sono conseguenza diretta della combustione di sostanze fossili che per milioni di anni avevano tenuto imprigionato carbonio nella profondità della crosta terrestre.
Estraendole dal sottosuolo stiamo modificando il delicato equilibrio dell’ecosistema in tempi velocissimi. Per molti studiosi è ormai impossibile fermare i processi in atto.  E’ invece possibile mitigarli cambiando da subito i nostri comportamenti e preparandoci nel frattempo a reagire, ripensando al ruolo che l’uomo svolge all’interno del sistema vitale, presente e futuro, del pianeta e attuando scelte lungimiranti, non più focalizzate al perseguimento miope del massimo profitto economico nel più breve tempo possibile, a qualunque costo.

Qui puoi leggere il post “Chi emette più anidride carbonica: uomini o vulcani?” di Dario Zampieri

20 dicembre 2013
a cura di Mirco Rossi

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Mirco Rossi

VENEZIA. Divulgatore sui temi dell’energia, ricercatore indipendente. Membro del Comitato Direttivo di Aspo Italia (sezione italiana di Aspo International – Association for the Study of Peak Oil and Gas). Membro del Comitato Scientifico del Centro Studi “L’Uomo e l’Ambiente”. Vive a Venezia, dove ha fatto studi di economia, sviluppato l’attività lavorativa, le esperienze politiche e quelle sindacali. L’attenzione ai temi legati all’energia e all’ambiente inizia nel lontano 1973, al tempo della prima crisi energetica, e si consolida alla fine degli anni ’80 quando, su incarico di ENEL, coordina per alcuni anni l’azione divulgativa che l’Ente offriva al sistema scolastico del Triveneto. Da anni sviluppa un’intensa attività d’informazione scientifica sugli aspetti energetico-ambientali, nel Centro e nel Nord Italia, indirizzata a cittadini, gruppi culturali, associazioni, forze politiche e sindacali, insegnanti e soprattutto studenti delle scuole di secondo grado. Pubblicazioni: “Verso la fine del petrolio” (Provincia di Venezia, 2008) - “Energia e futuro. Le opportunità del declino” (EMI Bologna, 2009/2011) - “La parabola del consumismo. Memorie di un ragazzo al tempo della sobrietà” (EMI Bologna, 2013)