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Pubblicato il 19/09/2013 Da in Ambiente

Sulle energie rinnovabili: attenti alle distorsioni mediatiche!

Qualche giorno fa numerosi media e blog hanno riportato la notizia – vera! – che per qualche ora il prezzo dell’energia al mercato elettrico era sceso a zero. A partire da questa realtà erano state fatte alcune considerazioni avventate o errate relative al costo dell’energia rinnovabile e al ruolo di questo tipo di fonti. Dopo qualche sintetico confronto tra alcuni di noi, soci di Aspo Italia, è stato messo a punto questo intervento chiarificatore.

28 giugno 2013
a cura di Mirco Rossi

 

Cosa è successo il 16 Giugno 2013 alle 15?
Claudio Della Volpe
pubblicato su “Risorse, economia, ambiente” di Aspo Italia

Molti quotidiani e blog hanno riportato con enfasi il fenomeno verificatosi domenica 16 giugno 2013 dalle 14 alle 16 quando il PUN (Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica) è sceso a zero su tutto il territorio nazionale.

Quasi tutti i giornali hanno riportato in modo inesatto o che il prezzo dell’energia elettrica è sceso a zero o che non si sono consumate fonti fossili; entrambe le affermazioni sono ampiamente errate e ASPO Italia vuole precisare quale sia il vero significato del fenomeno, importante ma da interpretare correttamente.

Il PUN è il prezzo che si ottiene dall’incrocio fra domanda e offerta di energia scambiata sulla borsa elettrica, che non rappresenta l’intera richiesta degli utenti; il meccanismo prevede che ogni produttore possa offrire quantità di energia a un prezzo da lui stabilito, in modo da vedere almeno ripagati i propri costi nel caso realizzi la vendita. La produzione da fonti rinnovabili può essere offerta a prezzo nullo poiché viene incentivata economicamente e se essa è sufficientemente elevata – in particolare in giornate con una domanda relativamente bassa – si può verificare che il PUN risulti pari a zero.

Ma se questo avviene non è vero che non si emettono gas serra, né che il costo dell’energia elettrica sia zero, poiché questo è distinto dal PUN.

Non è vero che non si emettono gas serra poiché attualmente gli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e geotermoelettrici sono costruiti a partire da energia fossile e quindi stiamo consumando pro-quota quell’energia come parte dell’ammortamento impianto. Inoltre, mentre gli impianti rinnovabili sono in funzione occorre tenere accesi sia pure al minimo alcuni impianti tradizionali per poter intervenire prontamente al bisogno, data la natura aleatoria delle fonti rinnovabili.

Anche se il prezzo sulla borsa raggiunge lo zero occorre comunque pagare gli impianti con funzione di riserva. Il costo dell’energia rinnovabile si ritrova conteggiato a parte nelle bollette dei singoli utenti nella voce “oneri di sistema” e viene ripagato ai produttori con un meccanismo di incentivazione che rende abbastanza favorevole investire in rinnovabili. Esistono poi i contratti bilaterali fra fornitori e clienti che vengono conclusi al di fuori della borsa elettrica, e sui quali il PUN non ha alcun effetto.

Ci sono alcuni altri elementi da considerare.

1) La potenza disponibile sotto forma rinnovabile ha superato domenica i 18 GW, ovvero circa il 65% della potenza complessivamente prodotta in Italia (almeno fra le 14 e le 16), e ci sono stati già in passato e in zone limitate fenomeni analoghi.

2) Il prezzo effettivo di mercato delle fonti di energia fossile è eccessivamente basso perché in esso non è considerata la quota relativa ai danni enormi che esse hanno compiuto e compiono verso l’ambiente e il clima; il mercato dei crediti di CO2 non copre che minimamente tale quota, che se considerata modificherebbe sostanzialmente il rapporto di vantaggio fra le due tipologie.

3) Col crescere della potenza rinnovabile immessa in rete si farà sempre più sentire il problema dell’accumulo non idroelettrico di tale energia, che al momento di fatto non esiste; senza di esso le rinnovabili non riusciranno a raggiungere la vera autonomia.

4) Ci auguriamo infine che le promesse di altre tecnologie rinnovabili, apparentemente dotate di minori problemi di continuità come l’eolico di alta quota o l’energia dalle onde marine, siano mantenute entro breve, perché potrebbero rappresentare un’alternativa all’accumulo.

Siamo in una potente fase di transizione energetica, ma far passare l’idea che le rinnovabili siano gratis al contrario dei combustibili fossili è una sciocchezza enorme, che seppure fa gioco ai nuovi investitori d’assalto del settore rinnovabile rischia, diffondendo leggende, di distruggere quel poco di coscienza dei limiti che la relativa indisponibilità e il costo crescente del fossile sta generando.

Domenica 16 giugno è stato un istante di questa transizione: non verso un mondo dall’energia illimitata, ma verso un mondo con maggiore consapevolezza dei propri limiti ambientali e climatici.

Leggi anche:
La UE sul gas non-convenzionale – Comunicato ASPO-Italia, 23 maggio 2013

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Mirco Rossi

VENEZIA. Divulgatore sui temi dell’energia, ricercatore indipendente. Membro del Comitato Direttivo di Aspo Italia (sezione italiana di Aspo International – Association for the Study of Peak Oil and Gas). Membro del Comitato Scientifico del Centro Studi “L’Uomo e l’Ambiente”. Vive a Venezia, dove ha fatto studi di economia, sviluppato l’attività lavorativa, le esperienze politiche e quelle sindacali. L’attenzione ai temi legati all’energia e all’ambiente inizia nel lontano 1973, al tempo della prima crisi energetica, e si consolida alla fine degli anni ’80 quando, su incarico di ENEL, coordina per alcuni anni l’azione divulgativa che l’Ente offriva al sistema scolastico del Triveneto. Da anni sviluppa un’intensa attività d’informazione scientifica sugli aspetti energetico-ambientali, nel Centro e nel Nord Italia, indirizzata a cittadini, gruppi culturali, associazioni, forze politiche e sindacali, insegnanti e soprattutto studenti delle scuole di secondo grado. Pubblicazioni: “Verso la fine del petrolio” (Provincia di Venezia, 2008) - “Energia e futuro. Le opportunità del declino” (EMI Bologna, 2009/2011) - “La parabola del consumismo. Memorie di un ragazzo al tempo della sobrietà” (EMI Bologna, 2013)

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